menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Un boato nella notte e poi l’incendio, trent’anni fa la Fenice

6 0
25.01.2026

Il teatro più bello del mondo distrutto per non pagare la penale. Sono passati trent’anni da quella notte indimenticabile. Quando la Fenice, gioiello della lirica e orgoglio della città e del mondo, venne cancellata da un incendio disastroso, che aveva anche minacciato l’intera Venezia.

Si saprà più tardi che a dar fuoco al teatro non era stato il caso, né l’incuria. Due elettricisti in ritardo con i lavori per il rifacimento degli impianti avevano incendiato il sottotetto. Innescando diversi focolai.

Grazie ai solventi e alle vernici depositate, quello che doveva essere un atto “dimostrativo” si era trasformato in tragedia. Uno dei roghi più tremendi della storia della città.

In poche ore il Gran Teatro La Fenice era andato completamente distrutto. Alle prime luci dell’alba lo spettacolo terribile. Della sala, dei velluti e dei decori del teatro famoso in tutto il mondo non restava che cenere. La Fenice era ridotta a un grande cratere fumante.

Il 29 gennaio del 1996 la serata a Venezia sembrava una delle solite. Inverno duro, vento di tramontana e aria gelida. Nessuno o quasi per la strada.

Nella vicina Ca’Loredan, sede del Comune, è in corso una seduta del Consiglio comunale. D’un tratto il silenzio cupo viene rotto da un urlo disperato. La poliziotta di turno è stata avvisata che lì qualcosa non va. Corre in campo San Fantin e si trova di fronte la tragedia. «Presto, correte, qui sta bruciando tutto!», urla alla radio tra le lacrime.

Sono le 20.59. E il fuoco è già al lavoro in silenzio da quasi venti minuti. Appiccato da mani criminali dove non poteva essere........

© La Nuova di Venezia