Essere mamma, un racconto onesto (e semiserio)
Diventare mamma è, nel bene e nel male, uno degli eventi della vita più sconvolgenti che possa capitare
Articolo: Sempre più “Equilibriste”: in Italia nel 2026 se vuoi fare la mamma non lavori (o lavori part-time)
Articolo: Quanto sono soli i genitori: per il 79% delle donne e il 63% degli uomini avere dei figli in Italia non è facile
Articolo: Partorirai con dolore e anche dopo non andrà meglio. Mamme imperfette in crisi di identità
Parto con un disclaimer necessario: quello che segue nasce dalla mia esperienza e da tante chiacchiere con altre mamme. Amiche, conoscenti, sconosciute incrociate nei consultori e altre ancora intraviste sui social. Non è né pretende di essere un racconto universale della maternità, ma uno sfogo semiserio in cui, forse, qualcuna potrà riconoscersi e pensare: “allora non sono l’unica”.
Capitolo uno: le cose che non ti dicono (o ti dicono sottovoce)
Ho desiderato per tutta la vita essere chiamata “mamma” e mi sono ritrovata a supplicare: “vi prego, per dieci minuti non dite la parola mamma”.
Ho capito perché la privazione del sonno è una forma riconosciuta di tortura.
Ripenso con nostalgia a quando potevo mangiare un pasto caldo e seduta.
La privacy è un concetto sopravvalutato: esistono solo porte a cui si bussa non appena vengono chiuse e docce (e altre funzioni) con un pubblico di statura bassa.
Ho invidiato mio........
