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Travolta a Firenze, la battaglia dopo l’incidente: “Viaggiavo distesa per non vedere i camion. Servono limiti e regole”

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Laura, travolta da un camion nel 2023

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Firenze, 23 marzo 2026 – “Nel 2025 il Comune ha approvato, all’unanimità, la mozione sull’obbligo di un sensore per angolo cieco nei mezzi pesanti. Ma da allora è calato il silenzio. Che fine ha fatto?”.  A chiederlo è Laura, diventata il volto di questa battaglia da quando, a settembre 2023, è stata travolta sul suo scooter da un camion su viale Lavagnini. Le gravi ferite riportate alla gamba sinistra le sono valse l’amputazione, fin sotto il ginocchio.

Laura, è tornata a guidare?

“Ancora no, la paura mi frena. Ogni volta che vado a Budrio per le protesi, mi viene l’ansia. Il primo anno affrontavo il viaggio sui sedili posteriori, distesa per non vedere i camion passare accanto. Ma anche l’idea di buttarmi in mezzo al traffico dei viali mi fa stare male, vado in apnea. La città è caotica. Auto, moto, bici, camion: una mandria ammassata in un piccolo sentiero. Il rischio che accada qualcosa c’è sempre”.

Com’è accaduto a lei...

“Io c’ho rimesso una gamba, ma c’è chi ci ha rimesso la vita. Sono tragedie che si possono evitare e non possono essere dimenticate, non è giusto”.

“Mettendo delle regole strette alla viabilità cittadina, che di per sé non ha strade sufficientemente larghe, a maggior ragione in questo periodo che è diffusamente cantierizzata. Per esempio, limitando la circolazione dei mezzi pesanti in determinate fasce orarie, quelle di punta. O impedirne la circolazione su alcuni tratti stradali, soprattutto quelli che subiscono riduzioni a causa dei lavori. Anche per facilitare il passaggio dei mezzi di soccorso. Quando feci l’incidente, fu complicato far arrivare l’ambulanza”.

E poi c’è la questione dei sensori per gli angoli ciechi dei mezzi pesanti...

“Dopo una mozione e varie interrogazioni, non si è saputo più nulla. Tutto è rimasto immutato. I mezzi immatricolati prima della normativa europea, ne sono ancora privi. Il Comune potrebbe ampliare l’obbligo anche a loro e poi effettuare dei controlli a campione ed eventualmente sanzionare. Di fronte al rischio di multe salate, o addirittura il ritiro della patente, le aziende non avrebbero altra scelta se non quella di mettersi in regola. Sarebbe utile per garantire la sicurezza di tutti: non solo dei ciclisti, dei pedoni, o di chi va in scooter, ma anche dei camionisti stessi. Capisco non sia semplice, ma se non si inizia a far qualcosa non si capisce mai come poter migliorare”.

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