Pontedera, ancora una delusione. Non basta il gol di Kabashi nel finale
Il tecnico granata Piero Braglia mentre guida la squadra dalla panchina (foto Bongianni per Germogli)
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La notizia migliore della sconfitta di ieri sera sul campo della Sambenedettese, uno stadio dove il Pontedera non tornava dal campionato di Serie C 1967-68 (chiuso anch’esso con la retrocessione…) è che ora manca una sola partita (l’inutile derby col Livorno domenica prossima) e poi questo strazio sarà finito. Finalmente questa sciagurata stagione, sicuramente la peggiore degli ultimi 25 anni, libererà i tifosi granata da una sofferenza settimanale che dura da agosto, da 35 partite. Chi di dovere, nel club, dovrà riflettere bene sugli errori fatti, resettare e ripartire per riscattare possibilmente subito un’annata sportivamente tragica. Anche in questa penultima giornata i granata hanno confermato di non essere all’altezza della categoria incappando in un 2-1 che oltre ad aver messo in mostra limiti, ha permesso ai marchigiani di tornare a vincere in casa, obiettivo che non coglievano dal 27 settembre. L’assenza a centrocampo di Faggi – cui vanno sommate, nell’economia della squadra, quelle di Dell’Aquila e Buffon – ha portato Braglia a dare la maglia da titolare per la prima volta in stagione a Pietrelli, classe 2003, andato così ad affiancare capitan Caponi in mediana, nel ritorno al 4-2-3-1. Davanti invece Vitali ha ritrovato il suo posto dopo due gare da subentrato, e in difesa si è ricomposto il quartetto titolare con i rientri dalla squalifica di Leo e Piana. All’appuntamento la squadra granata ci è arrivata con la retrocessione tra i dilettanti già in tasca, ma con la consapevolezza di dover conquistare più punti possibile per guadagnarsi un posto migliore nelle future classifiche di riammissione. Il desiderio si è fatto in salita dopo soli 19’, quando sul primo tiro dalla bandierina proprio Piana ha ingenuamente tirato giù Pezzola a centro area: rigore (confermato dopo la revisione al video-review dove il direttore di gara era stato mandato dalla prima card giocata da Braglia) che Eusepi ha trasformato spiazzando Biagini. Ed è stato definitivamente compromesso nel lunghissimo recupero del primo tempo (9’ tra card e, soprattutto, infortunio a Dalmazzi, uscito in barella) quando Candellori lasciato liberissimo di calciare dal vertice destro dell’area granata ha trovato la parabola del sabato sera infilando Biagini nell’angolo più lontano. In mezzo il Pontedera ha mostrato ancora una volta tutta la sua incapacità di pungere. Ha costruito, è vero, 4 angoli (contro uno), ha sparato, è altrettanto vero, un paio di traversoni insidiosi nell’area dei locali, ma ha chiuso la frazione con zero tiri in porta. Così nell’intervallo Braglia ha provato a dare la scossa: dentro Mbambi e Yeboah per passare al 3-5-2. E in effetti la ripresa è stata migliore (anche se era difficile fare peggio…) se non altro come modo e vivacità di stare in campo, al punto che nel finale è sembrata riaffacciarsi la speranza di rimontare il doppio vantaggio quando Kabashi ha infilato Cultraro con una bella conclusione. In mezzo Yeboah e Nabian hanno avuto un altro paio di occasioni per segnare. Ma non si può iniziare a giocare partendo sotto di due gol, è come una montagna da scalare. Anche perché il Pontedera, giova ricordarlo, oltre alla peggiore difesa, ha, insieme alla Samb, anche il peggiore attacco del girone.
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