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Tiberina Nord da incubo: "Auto a tutta velocità. I pedoni rischiano la vita"

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04.03.2026

Lo sfogo dei residenti delle frazioni di Ramazzano e Casa del Diavolo "Tratto pericoloso. In prossimità delle case andrebbero messi i dissuasori" .

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Fa paura la strada Tiberina Nord. Soprattutto dove l’asfalto taglia l’abitato in prossimità di centri ad alta densità di popolazione, come le frazioni della periferia Nord di Perugia, Casa del Diavolo e Ramazzano. Tratti che andrebbero messi in sicurezza con dissuasori e segnaletica appropriata perché il traffico è intenso e in tanti pigiano un’po’ troppo sull’acceleratore, mezzi pesanti compresi. I residenti sono preoccupati perché ogni giorno rischiano di finire sotto una macchina. Il problema è arcinoto, erano stati installati anche alcuni speed check per il controllo della velocità, a dire il vero, ma poi sono stati abbattuti e vandalizzati.

"Molti automobilisti scambiano il tratto per un percorso da Formula1 - racconta un ragazzo che abita vicino al centro sportivo -. Sfrecciano a tutta velocità ed è un miracolo che non ci investano. Io ho un bambino piccolo e sono terrorizzato. A volte ho paura perfino ad andare a gettare la spazzatura, perché i bidono sono in un tratto poco protetto".

La cronaca è testimone. A novembre, una donna è stata travolta da un’auto pirata che l’ha lasciata tramortita in un fosso senza neanche prestarle soccorso. La poveretta stava tornando a casa a piedi dopo aver fatto visita al figlio. Aveva fatto in tempo a fare poche centinaia di metri sul ciglio della strada principale di Ramazzano, quando la macchina l’ha falciata. Per fortuna l’incidente non è stato mortale ma il terrore è rimasto. "Poi il mese scorso – ricorda una signora che ha una villetta proprio a ridosso della strada - c’è stato lo schianto in prossimità del mio cancello. Un’auto ha sbandato ed ha concluso la sua corsa sulla mia proprietà. Poteva venire fuori una tragedia, perché su quel marciapiedi passano ogni giorno decine di abitanti, anziani, mamme col passeggino e bambini piccoli".

Questi i fatti. La denuncia si trasforma in un appello: "Chiediamo all’amministrazione di intervenire. Le misure esistono. Compresa la videosorveglianza".

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