La casa delle arti L’ex Velvet cambia faccia. Arriva il Polo per una cultura senza confini
In viale Roma la novità: al posto dell’ ex Velvet, per anni locale dell’intrattenimento perugino e ormai chiuso da tempo,...
Articolo: Quegli “Stati d’Arte“ a Villa Fidelia. Spello punta sul contemporaneo
Articolo: Museo della borsa e hub pelletteria. Arrivano i soldi per finire la sede
Articolo: A Lucca la mostra sulle cover d'artista 'Da Picasso a Warhol'
In viale Roma la novità: al posto dell’ ex Velvet, per anni locale dell’intrattenimento perugino e ormai chiuso da tempo, arriva il il Pacp (Polo delle Arti Contemporanee e Performative). Non nasce come un semplice contenitore di corsi, ma come un laboratorio di “mutazione artistica“. Sotto la guida della Fondazione ApSap (presidente Gabriele Pirovano e vicepresidente Gianluca Lepri), al Pacp vince l’inclusività. "Non un obiettivo a latere – dice Pirovano – , ma la fibra stessa dei nostri percorsi artistici. Vogliamo un’inclusività completa, reale e forte, dove la disabilità non è un limite ma una prospettiva diversa che arricchisce la visione creativa globale". Il progetto è una sfida di rigenerazione urbana che coinvolge il Comune di Perugia e la Regione Umbria. Il Pacp si propone come risorsa per le realtà locali, come il collettivo Basement Art Lab con cui si è attivata la prima collaborazione, offrendo spazi attrezzati e tecnologicamente avanzati.
Sul piano infrastrutturale, il Campus delle Arti punta all’Autonomia Energetica (Conto Termico 2026) e a un’insonorizzazione interna d’eccellenza, garantendo un patto di armonia con i residenti di Viale Roma. Le attività: mostre, convegni, seminari e masterclass diventano esperienze immersive. Si prosegue con cicli brevi (2-6 mesi) condotti da professionisti e visiting professors internazionali, slegati dai vincoli accademici e focalizzati sul saper fare. Il Polo diventa casa per talenti internazionali grazie ai partner Erasmus+, creando un ponte costante tra Perugia e le avanguardie europee.
© Riproduzione riservata
