La regina d’Europa, Alice si prende la Coppa: Pisa e l’Italia fanno festa, non accadeva da 14 anni
Pazzaglia trionfa sugli sci ottenendo uno storico risultato
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Pisa, 26 marzo 2026 – “Alice delle meraviglie”, eccola qui: con la medaglia più prestigiosa al collo. Regina di Coppa, senza dubbio. Regina di Coppa Europa per essere precisi. Alice Pazzaglia, ventidue anni, ovviamente pisana, atleta del Centro Sportivo Esercito, ha conquistato la classifica generale al termine di una stagione spettacolare, fatta di continuità, solidità e una lunga serie di podi uno più entusiasmante dell’altro.
Un risultato che mancava all’Italia dal 2012 (l’ultima fu Lisa Magdalena Agerer) e che segna il definitivo salto di qualità della giovane sciatrice rossocrociata cresciuta fra San Giuliano e l’Abetone.
Alla base del successo c’è anche un cambio di passo fisico e mentale. “Finalmente ho risolto i miei problemi con la schiena”, ha raccontato a inizio stagione, liberandosi da quegli acciacchi che avevano rallentato il suo percorso negli anni precedenti. Da lì in avanti, una crescita costante, sostenuta dal lavoro con la squadra azzurra e dalla preparazione atletica seguita a Torino con Clelia Bagnasacco.
Alice ha costruito la sua carriera lontano dalla Torre, tra le Alpi, passando dallo Sci Club Schia Monte Caio al trasferimento in Lombardia, tra Bormio e Livigno fino a Torino, per inseguire un sogno: arrivare in Coppa del Mondo. Obiettivo centrato con il debutto nello slalom di Sestriere.
Oggi, grazie alla vittoria della generale e al primo posto nella classifica di slalom (oltre al terzo in gigante), quel circuito è diventato una dimensione stabile. “In pista mi sento davvero me stessa” ci aveva raccontato qualche settimana fa, premiata in Comune a Pisa per i suoi grandi risultati.
Il tutto in un rapporto singolare fra voglia di “spaccare” e paura: “Ogni tanto la provo ed è giusto così. Ti rende lucida e può diventare uno stimolo”. Parole che raccontano bene il carattere di un’atleta abituata a uscire dalla propria comfort zone per crescere. Gli obiettivi erano chiari già allora: “In Coppa Europa voglio confermare la prima posizione nella generale, in Coppa del Mondo entrare stabilmente tra le prime quindici”. Traguardi oggi centrati almeno in parte, a conferma di un percorso in continua ascesa.
Resta poi il sogno olimpico, dopo aver sfiorato la convocazione e vissuto da vicino l’atmosfera dei Giochi facendo da apripista: “È stato bellissimo, ma anche doloroso. Mi ha dato una carica enorme per il futuro”. Il mirino è puntato sui giochi a cinque cerchi del 2030 in Francia.
Una carriera nata dalla passione per la montagna dei genitori e a una casa al Cimone: “Piangevo quando chiudevano le seggiovie. Lì hanno capito che era qualcosa di più di un gioco”. Oggi quel gioco è diventato un titolo europeo. Grande Alice, aspettiamo altre meraviglie.
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