Da Fra Angelico a Rothko. Palazzo Strozzi strega gli Usa. Premio al direttore Galansino
Il dg della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, insieme a Mario Calvo-Platero, chairman. Palazzo Strozzi Foundation Usa
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La Palazzo Strozzi Foundation Usa ha celebrato il suo quindicesimo anniversario con un dialogo a distanza tra Fra Angelico e Mark Rothko, davanti a una platea di 150 persone del mondo newyorchese dell’arte e della cultura con un obiettivo chiaro: illustrare come Palazzo Strozzi a Firenze, con le sue straordinarie mostre e sotto la guida di Arturo Galansino - che ha ricevuto nella serata il premio Transatlantico - si sia affermato come punto di riferimento culturale centrale non solo in Europa, ma nel mondo, per la creazione di un dialogo dinamico tra l’arte rinascimentale e la cultura artistica del nostro tempo.
La serata ha esplorato il legame tra la recente mostra dedicata a Fra Angelico con la prossima grande esposizione su Mark Rothko, concepita appositamente per Firenze con oltre settanta opere. Non c’è dubbio che Fra Angelico sia stato l’appuntamento più importante della stagione espositiva internazionale 2025: ha superato i 250 mila visitatori e il suo concepimento e allestimento, con la proiezione sull’opera di Rothko, è stato esplorato da un panel che non poteva essere più appropriato. Sul palco, insieme al direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, Carl Brandon Strehlke, curatore della retrospettiva su Fra Angelico, e Christopher Rothko, co-curatore della mostra dedicata al padre moderati da Mario Calvo-Platero, chairman della Palazzo Strozzi Foundation Usa.
Tra i presenti, il direttore della Morgan Library Colin Bailey, la direttrice del Guggenheim Mariët Westermann, il direttore della Frick Collection Axel Rüger, galleristi come Virginia Coleman (Gagosian) e Marc Glimcher (Pace Gallery), oltre al console generale d’Italia a New York Giuseppe Pastorelli.
Nel suo intervento, Galansino ha ripercorso la scelta strategica che ha segnato la trasformazione di Palazzo Strozzi: integrare stabilmente l’arte contemporanea in una città simbolo della tradizione rinascimentale. Una linea che negli anni ha portato a mostre dedicate ad Ai Weiwei — con l’installazione dei canotti arancioni sulle arcate del palazzo — a Jeff Koons, con la ricerca sui riflessi di luce e su soluzioni tecniche innovative, ma anche a grandi esposizioni rinascimentali come quella su Donatello. "Una delle chiavi del nostro successo è stata portare l’arte contemporanea a Firenze", conferma Galansino ricordando che la città "non aveva una tradizione di mostre dedicate al contemporaneo". Il risultato è stato "mettere in dialogo la nostra tradizione con la pratica degli artisti di oggi".
Carl Brandon Strehlke ha parlato della "risposta quasi estatica" del pubblico davanti alle opere di Fra Angelico, sottolineando "una reazione così intensa" che conferma la forza ancora attuale di quella pittura. Christopher Rothko ha ricordato invece il legame del padre con l’Italia: "Ha viaggiato poco, ma quando lo faceva andava soprattutto in Italia", alla ricerca di un’intensità spirituale capace di coinvolgere lo spettatore. "Voleva che lo spettatore avesse la stessa intensità di esperienza che lui provava nel dipingere un quadro".
Momento centrale della serata è stata la consegna ad Arturo Galansino del Palazzo Strozzi Foundation Usa Transatlantic Leadership Award. A conferirlo è stato Mario Calvo-Platero, che nella motivazione ha richiamato "la leadership visionaria" con cui il direttore ha accresciuto la statura internazionale di Palazzo Strozzi, rafforzando il dialogo culturale tra le due sponde dell’Atlantico "in un periodo storico di crescente tensione politica internazionale" e ampliando la comprensione del Rinascimento negli Stati Uniti attraverso grandi mostre.
"Abbiamo deciso fin dall’inizio che il nostro compito era portare i valori del Rinascimento nel presente e costruire un legame duraturo tra Italia e America", conclude Calvo-Platero, richiamando la missione della Foundation negli Stati Uniti.
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