Cuore, ecco la protesi che rigenera il tessuto umano. Primo impianto sperimentale in Italia
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Una corda tendinea bioingegnerizzata impiantata con successo all’Università Cattolica di Palermo per il progetto europeo BioChord
Lo staff del progetto BioChord e le corde tendinee bioingegnerizzate impiantate a Palermo
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Palermo, 3 marzo 2026 – Per la prima volta al mondo, una corda tendinea bioingegnerizzata è stata impiantata con successo in un modello animale di grandi dimensioni. L'intervento – eseguito dalla professoressa Maria Grandinetti all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Palermo, segna un punto di svolta storico per l’ingegneria del tessuto e per il trattamento delle patologie della valvola mitrale.
Cos’è la corda tendinea
Le corde tendinee sono sottili, ma resistenti filamenti di tessuto connettivo situati all'interno dei ventricoli cardiaci e sono fondamentali per il corretto funzionamento della valvola mitrale. Agiscono come dei “tiranti” che garantiscono l’apertura e la chiusura della valvola durante il ciclo cardiaco.
Il rigurgito mitralico e la rottura dei “tiranti”
Il rigurgito mitralico colpisce oltre 24 milioni di persone nel mondo. Questa condizione è a volte causata dal deterioramento o dalla rottura delle corde tendinee, i "tiranti" che garantiscono la chiusura della valvola mitrale.
Ad oggi, la sostituzione delle corde tendinee si basa prevalentemente sull’uso di suture in politetrafluoroetilene espanso (ePTFE, Gore-Tex). Queste soluzioni presentano tuttavia dei limiti strutturali: essendo costituite da materiale sintetico, sono più rigide e possono di conseguenza indurre ischemia dei muscoli papillari o essere esposte a rottura o fibrosi.
L’innesto della corda tendinea bioingegnerizzata è stata realizzata nell'ambito del progetto BioChord – Chordae tendineae bioingegnerizzate per riparare e rigenerare le valvole cardiache – sostenuto dall’European Research Council (ERC) attraverso un prestigioso’ Proof of Concept Grant’.
Membri del team di progetto sono la dottoressa Arianna Adamo, Scientist in Mechanobiology di Ri.MED e la dottoressa Maria Emiliana Caristo, responsabile per il benessere animale e del centro sperimentale di ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
BioChord introduce un cambio di paradigma. Non si tratta di un semplice materiale da sutura, ma di ingegneria del tessuto: una corda tendinea polimerica bioingegnerizzata completamente biomimetica, progettata per riprodurre fedelmente struttura e funzione delle corde naturali fino a poi “scomparire” degradandosi ed essendo sostituita da tessuto autologo.
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Biomimetismo: protesi progettate per rigenerare il tessuto umano
“Il punto cardine del nostro lavoro resta il biomimetismo: in laboratorio creiamo corde tendinee con proprietà e funzioni speculari a quelle dei tessuti nel cuore umano”, spiega Antonio D’Amore, Principal Investigator di BioChord e Group Leader del Gruppo di Ingegneria dei Tessuti Cardiovascolari della Fondazione Ri.MED.
“Realizzata con materiali biodegradabili, BioChord è concepita per fornire un supporto meccanico immediato all’apparato valvolare – continua D’Amore – e al tempo stesso guidare la crescita del tessuto del paziente, trasformandosi progressivamente in una corda tendinea naturale e funzionale”.
"Il nostro laboratorio è stato il primo a introdurre questa tecnica, che è oggetto di un brevetto concesso per sviluppo e commercializzazione alla nostra spin-off Neoolife, ed a valutarla in uno scenario di rilevanza clinica nel progetto BioChord”, conclude.
I vantaggi della ricerca finanziata dalla Ue
BioChord nasce in seno ad un più ampio progetto – Biomitral, finanziato nel 2020 dalla Comunità Europea con 2 milioni di euro – di ingegnerizzare l’intera valvola mitrale.
Si tratta di una valvola polimerica bioingegnerizzata capace di rigenerare il tessuto del paziente, limitando l’uso di farmaci anticoagulanti, la calcificazione ed il rischio di ulteriori chirurgie. “Questo lavoro ha poi aperto la strada all’utilizzo delle corde tendinee bioingegnerizzate anche in maniera autonoma, ossia come protesi specifica per il danno dell’apparato cordale: da qui nasce l’idea di BioChord”, ha concluso Antonio D’Amore.
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