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“L’allergia alle proteine del latte può scatenare reazioni violente”. L’esperto sul caso di Sofia, la 15enne morta al ristorante

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03.04.2026

“L’allergia alle proteine del latte può scatenare reazioni violente”. L’esperto sul caso di Sofia, la 15enne morta al ristorante

“L’allergia alle proteine del latte può scatenare reazioni violente”. L’esperto sul caso di Sofia, la 15enne morta al ristorante

Shock anafilattico e sintomi: perché è più pericolosa di una semplice intolleranza al lattosio. Le differenze. Come progettarsi: “L’adrenalina auto-iniettabile può salvare la vita”

L’allergia alle proteine del latte può essere pericolosa

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Sofia, una giovane promessa del basket morta a 15 anni dopo una cena al ristorante. La ragazza era allergica alle proteine del latte: la procura sta indagando per capire cosa possa avere causato il malore fatale. Una vicenda tragica, quella di Sofia di Vico, che rischia di innescare una catena di paure: per questo è importante fare chiarezza. La differenza tra intolleranza al lattosio e allergia alle proteine del latte: quando diventano pericolose e come proteggersi. Lo spiega l’esperto. 

“È fondamentale fare una distinzione netta: l'intolleranza al latte riguarda gli zuccheri (lattosio) e non è mai fatale; l'allergia, invece, coinvolge le proteine e può scatenare reazioni violente e immediate come lo shock anafilattico. In questi casi, l'adrenalina auto-iniettabile è l'unico strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte", dice Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic). Ecco perché “la contaminazione diretta potrebbe essere la pista più probabile”. 

Allergia o intolleranza: sintomi e differenze

Il caso di Sofia: “Probabile contaminazione diretta”

L’adrenalina auto-iniettabile può salvare la vita

Allergia o intolleranza: sintomi e differenze

L'allergia al latte è una condizione seria che spesso si acquisisce durante l'infanzia. “L'intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, ma non esiti infausti”, sottolinea Patella. “L'allergia scatena l'anafilassi, un collasso dell'apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello”, dice l’esperto. 

Tra le proteine del latte (caseina, alfa-globulina e beta-lattoglobulina) la caseina è la più insidiosa perché è "termostabile e gastrostabile”, cioè in grado di attraversare lo stomaco senza essere degradata dall’acido gastrico e dagli ensimi digestivi. 

“La caseina non si denatura con la bollitura a 100°C – spiega Patella – e resiste ai succhi gastrici, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura. In soggetti altamente sensibilizzati, lo shock può essere scatenato persino dall'inalazione di vapori durante la bollitura del latte".

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Il caso di Sofia: “Probabile contaminazione diretta”

Nelle ristorazione, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione o dall'ingrediente non dichiarato. "Sia che si tratti di formaggio grattugiato nella pasta, di latte nelle polpette o di proteine residue in cibi cotti, il cosiddetto 'cibo nascosto' resta la minaccia maggiore – precisa l'allergologo –. A differenza delle allergie vegetali, per il latte le reazioni crociate sono meno frequenti, rendendo la contaminazione diretta la pista più probabile".

L’adrenalina auto-iniettabile può salvare la vita

In Italia si registrano 40-60 decessi accertati all'anno per shock anafilattico. Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé, secondo l'allergologo, è l'adrenalina auto-iniettabile: "È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso".

Anche i ristoratori possono fare la loro parte. "Pur non avendo l'obbligo di detenere adrenalina, i ristoratori devono essere formati – conclude Patella –. Siaaic mette a disposizione corsi e podcast su Siaaic Channel". 

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