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Il Piano di Acquedotto del Fiora. Investimenti per 151 milioni. Ripubblicizzazione non in vista

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11.04.2026

Da sinistra Marco Speranza, vice sindaco di Colle di Val d’Elsa, Roberto Renai, presidente AdF, Michele Capitani, vice sindaco di Siena, Anna Varriale, amministratore delegato di AdF, Alessandro Maggi, vice sindaco di Castelnuovo Berardenga

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Investimenti per 151 milioni di euro, l’obiettivo di continuare a ridurre ulteriormente le perdite dopo il -10 per cento degli ultimi sette anni, un rafforzamento del legame con i territori che tutti riconoscono essere stato uno dei punti di forza dell’era Renai. Il Piano Fiora 26/29 disegna le linee di azione del prossimo quadriennio che arriverà quasi a fine concessione (scadenza fissata nel 2031) e segna anche di fatto il primo atto di programmazione a lungo termine firmato da Anna Varriale, amministratore delegato da agosto scorso. Il tutto in una sorta di ’pax’ politico-gestionale: mentre pochi chilometri a nord la questione della ripubblicizzazione dell’acqua è argomento di dibattito vibrante ancorché già oggetto di confronto nei tribunali, nell’area gestita da Acquedotto del Fiora si opta per un percorso più meditato, accantonando anche le differenti visioni.

"Seguo ovviamente le indicazioni dei soci – ha risposto a una domanda sul punto il presidente Roberto Renai – che mi sembra orientata a garantire al meglio il servizio per i cittadini, nell’orizzonte della concessione che scadrà nel 2031. Interromperla prima determinerebbe un debito rilevante, per liquidare il partner industriale". E anche Michele Capitani, vicesindaco del capoluogo, di rimando: "Sono d’accordo con Renai, ci sarà tempo e modo per valutare questa opzione con una discussione che al momento vedo molto lontana. Al centro c’è la qualità del servizio e su questo posso dire che ci riteniamo soddisfatti".

Se l’eventuale ripubblicizzazione è in ogni caso di là da venire, quello che non può mancare mai sono gli investimenti e ll’intervento sull’annoso problema delle perdita lungo le condutture, amplificato dall’ampiezza della rete, che conta ottomila chilometri di tubature. Dal 2019 al 2025 il livello delle perdite è sceso dal 46 al 34,9 per cento. "Ogni anno cercheremo di superare gli obiettivi posti da Arera", sottolinea Varriale. Mentre Renai snocciola i dati degli investimenti: 315 milioni di euro dal 2019 al 2025 (con "cifre da nord Europa", anche grazie al Pnrr e ad altre fonti di finanziamento), 151 milioni previsti nel nuovo Piano, con un tasso pro capite di circa 100 euro per abitante, ampiamente superiore alla media nazionale. "Persone, servizio, innovazione sono le tre parole chiave del Piano", ha detto Varriale. Concetti che erano stati illustrati anche ai dipendenti, in un’inedita (e apprezzata) presentazione al teatro dei Rinnovati nei giorni scorsi.

Le parole chiave sono "servizio alla comunità e sostenibilità sociale della tariffa", ha detto Renai, al quale gli amministratori presenti riconoscono una vicinanza alle esigenze dei Comuni, senza distinzioni di appartenenza politica. Non a caso lo scorso anno è stato confermato all’unanimità nel ruolo. "In un momento di tensioni internazionali e fibrillazioni sui temi dell’energia – ha sottolineato Renai – il mercato regolato dall’autorità pubblica ha consentito di gestire le tariffe tenendole sotto controllo". Al suo fianco, oltre a Capitani, anche il vicesindaco di Colle di Val d’Elsa Marco Speranza e quello di Castelnuovo Berardenga Alessandro Maggi, che hanno sottolineato l’attenzione alle esigenze delle comunità da parte di AdF.

"Questi risultati – ha detto ancora Renai – non sono un punto di arrivo, ma di partenza per confermare il patto di fiducia con il territorio e affrontare le nuove sfide, lavorando per il benessere della comunità e del territorio". E Varriale ha sottolineato l’importanza di "coniugare l’efficacia delle azioni con l’efficientamento operativo. Un impegno che persegue anche l’obiettivo di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, mantenendo l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda".

Tra le iniziative specifiche lanciate, ’Fiora in Comune’ per la prossimità territoriale, il Bonus Fiora, investimenti in sistemi di monitoraggio ambientale e percorsi di certificazioni, senza dimenticare la prosecuzione del progetto delle Casine dell’acqua che anche simbolicamente valorizza la risorsa idrica pubblica nei territori.

Cosa succederà nel 2031 sarà una partita ancora tutta da vedere, con uno sguardo nel frattempo alle trasformazioni nella Toscana centrale, dove tra ripubblicizzazione dell’acqua e Multiutility si sta seguendo un percorso di cambiamento su un doppio binario. La Toscana del sud est resta ancora titubante, o meglio ha scelto di muoversi con molta più circospezione. Evitando di lanciarsi in accelerazioni che poi potrebbero comportare brusche frenate, quando non passi indietro. Ma ci sarà tempo per riparlarne.

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