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Firenze, restaurate le porte bronzee di Donatello. Tornano a casa nella Basilica di San Lorenzo

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26.02.2026

Dopo un lungo restauro la Porta degli Apostoli e la Porta dei Martiri tornano al loro posto nella Sagrestia Vecchia della Basilica di San Lorenzo

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Firenze, 26 febbraio 2026 – Commissionate dalla famiglia Medici, le porte bronzee della Sagrestia Vecchia della Basilica di San Lorenzo, sono uno degli esempi più innovativi della maturità artistica di Donatello, l'artista prediletto di Cosimo il Vecchio, tanto che la tomba del grande scultore si trova proprio all'interno del complesso laurenziano. Realizzate tra il 1440 e il 1442 circa, la Porta dei Martiri e la Porta degli Apostoli, sono due capolavori all'interno del gioiello architettonico della Sacrestia Vecchia creata da Filippo Brunelleschi, e detta così dopo la realizzazione da parte di Michelangelo della vicina Sacrestia Nuova nelle Cappelle Medicee.

Dopo un lungo restauro, le porte di Donatello sono tornate al loro posto e presentate ieri al termine di un convegno di approfondimento sulle novità e gli studi emersi nel corso degli interventi. Il restauro ha interessato in una prima fase la Porta dei Martiri, presentata nel 2022 in occasione della mostra "Donatello. Il Rinascimento", tenuta a Palazzo Strozzi, che ha rappresentato un momento decisivo per l’approfondimento degli studi sul grande scultore.

E' stato condotto dal Settore Bronzi e armi antiche dell’Opificio delle Pietre Dure diretto da Laura Speranza e Riccardo Gennaioli ed eseguito dai restauratori Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci, Giovanni Rotondi dell’OPD, con Nicola Salvioli e Saskia Giulietti, L’intervento sulla Porta degli Apostoli, reso possibile grazie al sostegno di Friends of Florence, presieduto da Simonetta Brandolini d'Adda, attraverso il dono di Michael e Sandy Collins, è stato avviato nel giugno 2024 e si è concluso il 1° ottobre 2025.

La Porta dei Martiri e la Porta degli Apostoli

Entrambe le porte sono costituite da una coppia di battenti. Le quattro ante, realizzate con la raffinata tecnica della fusione a cera persa, sono concepite come veri e propri polittici a rilievo inseriti in una complessa architettura. Su ogni battente cinque grandi riquadri ritraggono coppie di santi, dove si riconoscono Stefano, Lorenzo Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici, scolpiti nella Porta dei Martiri e Giovanni Battista, i Padri della Chiesa e gli Evangelisti nella Porta degli Apostoli. Eleganti fregi, spezzati da rosette, incorniciano i riquadri.

Dopo l'indagine diagnostica con scansione in 3D, c'è stata la spolveratura e il lavaggio a vapore per eliminare i depositi e le sostanze cerose e oleose sulle superfici. La soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Emanuela Daffra, ha ricordato che "l'intervento è stato accompagnato e seguito da uno studio molto approfondito, ha portato alla conoscenza della struttura e alla rimozione di tutti gli elementi potenzialmente nocivi e di quelli che nascondevano la qualità esecutiva della realizzazione". L'arcivescovo monsignor Gherardo Gambelli ha concluso: "Il mio augurio è che la gratitudine per il lavoro svolto possa tradursi sempre più nell'impegno concreto di tutti per custodire e restaurare le pietre vive della nostra città".

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