Apre le porte la Stazione di posta. “Accoglierà chi vive ai margini”
L’inaugurazione della Stazione di posta al Villaggio Piaggio
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Pontedera, 31 marzo 2026 – C’era una volta un hotel dei piaggisti, poi casa del volontariato e sede di tante associazioni, poi ancora tetto di fortuna per persone in difficoltà e ora Stazione di Posta. E’ l’evoluzione di un palazzo che ha fatto la storia del Villaggio Piaggio che ora rinasce grazie a un milione di euro finanziato dal Pnrr e ottenuto dalla Società della Salute. Il Comune di Pontedera ha invece fatto la sua parte mettendo a disposizione l’immobile per riconvertirlo. Così è andato in porto il progetto Stazione di posta, nome internazionale dato ai luoghi dedicati a chi vive ai margini della società.
“Dopo tanti anni di lavoro congiunto con grande orgoglio siamo arrivati ad aprire questi spazi – dice la vicesindaca Carla Cocilova – dedicati alla componente di alta marginalità. Daremo i servizi a quelli che sono considerati ultimi”. La Stazione di posta è divisa in due livelli: al piano terra c’è il centro diurno con all’ingresso una specie di reception dove gli operatori (della Croce Rossa Italiana e delle cooperative Arnera e La pietra d’angolo) accoglieranno le persone per indirizzarle ai vari servizi dislocati nelle varie stanze. C’è infatti un po’ di tutto: bagni con docce, lavanderia, una piccola cucina e una grande sala con tavoli e sedie. Saranno anche forniti kit con i beni di prima necessità e un servizio fondamentale per chi non ha un’abitazione: un punto di recapito della posta. Al primo piano invece avranno accesso solo le persone che saranno giudicate idonee per abitare in uno dei due appartamenti (un tempo utilizzati per l’emergenza abitativa e ora completamente rinnovati) dotati in totale di 8 posti letto divisi in 4 camere. “Non è un dormitorio”, specifica Cocilova spiegando che le persone potranno risiederci fino a un massimo di 6 mesi (ma potrebbero essere rinnovati). “E’ un centro servizi “leggero“, pensato per favorire la presa in carico integrata e offrire alle persone e alle famiglie in grave deprivazione un percorso partecipato di accompagnamento, che tenga insieme salute, situazione economica, condizioni familiari e opportunità lavorative”, ha detto Michela Profeti, direttrice della Sds.
“Come amministrazione abbiamo scelto di valorizzare l’ex Casa del volontariato restituendola completamente rinnovata a un progetto di forte valore sociale per la comunità”, ha chiuso il sindaco Matteo Franconi.
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