L’impianto in località ’Aiole’. Piscina geotermica, lavori finiti. Pronto il bando per la gestione
Le domande dovranno essere presentate entro il 3 maggio e la concessione sarà di almeno otto anni
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È pronta la nuova piscina geotermica in località Aiole, al confine tra i Comuni di Arcidosso e Santa Fiora. Si sono conclusi infatti i lavori per la realizzazione dell’impianto, un’infrastruttura attesa sul territorio amiatino e destinata a rafforzare l’offerta sportiva e turistica dell’area.
L’opera è stata realizzata da Enel Green Power nell’ambito degli impegni previsti dal protocollo siglato con la Regione Toscana nel 2016, legati alla sostenibilità della centrale geotermica di Bagnore 4. La struttura, già consegnata ai Comuni, è ora in attesa di essere affidata in gestione.
L’impianto si estende su una superficie complessiva di 1.850 metri quadrati ed è alimentato dal calore geotermico, utilizzato sia per il riscaldamento dell’acqua che degli ambienti, con importanti ricadute in termini di risparmio energetico. Al suo interno trovano spazio due vasche coperte – una semi-olimpionica da 25 metri e una dedicata ad attività ludiche e fitness – oltre a una terza vasca esterna polifunzionale. Conclusi i lavori alla fine del 2025, comprensivi di impianti tecnologici, rifiniture e collaudi, le amministrazioni comunali hanno ora avviato una manifestazione di interesse per individuare il soggetto gestore.
La concessione avrà una durata indicativa tra gli 8 e i 10 anni, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica della struttura. Le proposte dovranno essere presentate entro il prossimo 3 maggio.
"La nuova piscina – spiega Enel – si inserisce nel più ampio sistema della geotermia toscana, che proprio sull’Amiata rappresenta un modello di integrazione tra energia rinnovabile e sviluppo locale. In Toscana, Enel Green Power gestisce 34 centrali geotermoelettriche, capaci di produrre ogni anno quasi 6 miliardi di kilowattora, coprendo oltre il 30% del fabbisogno elettrico regionale".
Non solo energia: il calore geotermico alimenta anche abitazioni, serre e attività produttive, contribuendo a una filiera che unisce turismo, enogastronomia e sostenibilità. Un percorso che affonda le radici nella storia – dalla prima sperimentazione di Francesco de Larderel fino agli impianti moderni – e che oggi trova nella nuova piscina un ulteriore tassello per lo sviluppo del territorio.
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