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Case in affitto introvabili in Maremma. “Canoni onerosi, poca disponibilità e anche scarse tutele”

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15.04.2026

Ricerca di una casa in affitto (Foto di archivio)

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Grosseto, 15 aprile 2026 – In Maremma trovare una casa in affitto stabile sta diventando sempre più difficile. Non è solo una sensazione diffusa tra famiglie e lavoratori: è una realtà che emerge dai numeri e dalle storie quotidiane di chi cerca un’abitazione senza riuscirci.

Un tema che oggi torna al centro del dibattito grazie all’intervento del collegio provinciale di Fiaip che propone la creazione di un Tavolo permanente sull’abitare. A fotografare la situazione è la presidente Serena Badiali, che parla di un’emergenza ormai strutturale.

“In un anno i canoni di affitto in provincia di Grosseto sono aumentati del 10% – spiega – con picchi lungo la costa”.

Il caso simbolo è quello di Follonica: su oltre 200 annunci disponibili, appena due riguardano affitti residenziali stabili. Numeri che raccontano più di tante parole la difficoltà crescente per chi vuole vivere tutto l’anno sul territorio. Ma sarebbe troppo semplice attribuire la responsabilità solo al turismo. 

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“Il mercato delle locazioni brevi ha certamente inciso – prosegue Badiali –, ma non è l’unica causa”. Dietro la scelta di molti proprietari di destinare gli immobili agli affitti turistici ci sono anche timori e incertezze legate al quadro normativo. A entrare nel dettaglio è Roberta Tozzini, che evidenzia come affittare a lungo termine, oggi, venga percepito come rischioso.

“Non è solo una questione di guadagni maggiori – spiega Roberta Tozzini –, ma di tutela: molti proprietari temono di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di problemi. Le procedure possono durare anni, con costi legali e tempi incerti”.

Qualcosa, sul fronte normativo, si muove. Il cosiddetto ’Decreto Sicurezza’ ha introdotto novità come tempi più rapidi per la convalida degli sfratti e l’esecuzione, oltre al reato di occupazione abusiva. “Sono segnali positivi – sottolinea Tozzini –, ma il quadro resta incompleto e bisognerà capire come queste misure funzioneranno concretamente”.

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Non convincono del tutto nemmeno i contratti a canone concordato, che sulla carta dovrebbero favorire gli affitti a lungo termine. “Il vantaggio fiscale non basta a compensare il rischio percepito – aggiunge Tozzini – e per anni non è stata garantita nemmeno la certezza del risarcimento dei canoni non pagati, chiarita solo da una recente sentenza della Cassazione”.

Intanto, mentre il dibattito prosegue, le difficoltà restano tutte sulle spalle di chi cerca casa: giovani coppie, lavoratori stagionali che vorrebbero stabilizzarsi, famiglie che rischiano lo sfratto. È a loro che guarda la proposta di Fiaip: mettere intorno a un tavolo istituzioni, banche, sindacati, associazioni dei proprietari e professionisti del settore. “Non vogliamo limitarci a un documento – conclude Badiali –, ma costruire soluzioni concrete: incentivi per gli affitti stabili, strumenti che facilitino l’incontro tra domanda e offerta e un monitoraggio chiaro del mercato”.

Perché, quando la casa diventa un problema quotidiano, non è più solo una questione immobiliare, ma una vera emergenza sociale. In questo scenario, la casa smette di essere solo un bene e torna a essere un diritto fragile, sempre più difficile da garantire. La sfida, per il territorio grossetano, è trasformare l’allarme in un’occasione di confronto concreto, capace di dare risposte a chi oggi rischia di restare escluso.

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