Urbanistica, gli esperti: “A Firenze la trasformazione generale non è stata controllata”
Firenze, 25 marzo 2026 - Nuovo dibattito sull'urbanistica a Firenze: la Fondazione Rosselli, a distanza dalla pubblicazione del Quaderno Rosselli sulla “Firenze bella e possibile”, ha voluto fare un punto della situazione in questo mese organizzando due eventi per capire quali sono le prospettive della città. In molti si sono recati alla Fondazione – il cui presidente è Valdo Spini -, proprio perché mossi da una volontà di dialogare e confrontarsi sul tema. A presiedere l'incontro è stata Mariella Zoppi che ha parlato di una “Firenze che è città attrattiva per gli investimenti e forse ne sono arrivati troppi. Si è creata una trasformazione generale che non è stata controllata”. Tra i temi interessanti affrontati da Zoppi c'è quello per cui “non abbiamo architetture pari a quella che è la fama della città. Penso al 'cubo nero', ma pure allo studentato di viale Belfiore che non è una delle opere architettoniche di maggior pregio. Il 'cubo nero' non è soltanto il 'cubo nero', ma è un patrimonio pubblico che viene fatto privato”. Sergio Givone ha parlato del probabile stop alla residenza per anziani di lusso nella caserma Ferrucci di Santo Spirito, scelta che è stata interpretata come “una buona notizia. Tale luogo viene riconsegnato a Santo Spirito. Tuttavia vi dico che a poche centinaia di metri da qui, in via Ginori, si sta facendo una cosa simile, si sta trasformando un palazzo storico di quella strada in un albergo con piscina termale”. Per Massimo Morisi “questa è una riunione di persone preoccupate, scontente, indignate. Però c'è un paradosso fiorentino perché sono migliaia i fiorentini che, da appartamenti di 100 mq, ne hanno trasformati in mini alloggi e poi messi sul mercato”. Firenze poi “non si è mai opposta al mercato”. Tra le soluzioni secondo Morisi “sarebbe bene che il Comune si dotasse di tecnici in grado di interloquire con i grandi investitori” e poi “bisogna riprendere a voler bene a Firenze. Secondo me questo legame affettivo si è molto sfilacciato. Firenze ha un ultimo, grandissimo, vantaggio: è ancora fortemente riconoscibile”. A tal proposito secondo Zoppi “ci vorrebbero manager per contrattare” con i grandi investitori “ma soprattutto ci vorrebbe un'etica nel contrattare”. Andrea Barducci ha detto che su Firenze “qualcosa si può fare” ma deve essere “costruito un nuovo modello. Lo si costruisce a partire dalla politica che ha il compito di promuovere, mettere insieme e coinvolgere professionalità e idealità. La politica deve innescare processi che trovano un compimento coinvolgendo imprenditoria, università, centri di ricerca”. “Al suo primo mandato l'allora sindaco Nardella invitò a investire su Firenze a un convegno internazionale. Effettivamente gli investitori sono arrivati”, ha ricordato ironicamente Renzo Manetti secondo cui “le trasformazioni andavano governate con maggiore attenzione”. Il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, in rappresentanza della città, si è detto disponibile “a nuovi incontri nei prossimi mesi. Abbiamo bisogno di luoghi in cui si discute tra di noi, in cui la città dialoga. Una città deve essere un progetto corale”.
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