Abbattuti olivi secolari. Legambiente non ci sta e presenta un esposto
Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia
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Pistoia, 8 marzo 2026 – Un abbattimento sistematico di olivi secolari sul pendio sud del colle di Sant’Andrea, in località Gugliano, ha spinto Legambiente Pistoia a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. A firmarlo è il presidente del circolo, Antonio Sessa, che chiede alla magistratura di verificare la legittimità degli interventi in corso su un’area ritenuta fragile dal punto di vista idrogeologico.
Secondo quanto riportato nell’esposto, dall’autunno scorso sul versante sarebbero già state abbattute circa 400 piante di olivo, appartenenti alle varietà toscane tradizionali. Un patrimonio che Legambiente definisce “straordinario” sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale. "Sono olivi secolari – spiega Sessa – che con le loro radici contribuiscono alla stabilità del terreno e con le chiome ospitano un ecosistema ricco e variegato”. A preoccupare Legambiente non è soltanto la perdita degli alberi, ma anche la natura degli interventi successivi che – secondo alcune indiscrezioni riportate nell’esposto – avrebbero l’obiettivo di sostituire l’oliveto con un impianto a vigneto. Operazioni che comporterebbero inevitabili lavorazioni del terreno, come l’ingresso di escavatori per la rimozione delle radici e il cosiddetto “scasso”, pratica necessaria per preparare il suolo ai nuovi filari.
L’associazione teme che tali lavori possano aggravare la già precaria stabilità del pendio. L’area in questione, sottolinea Sessa, risulta infatti inventariata c ome zona a rischio idrogeologico. Nel corso dei decenni si sono registrati diversi movimenti franosi: episodi negli anni Settanta e Novanta, oltre a un importante smottamento verificatosi tra il 2010 e il 2020, che avrebbe causato crepe nel terreno, il cedimento di alcuni alberi e danni significativi alla strada sottostante, rimasta isolata per giorni.
“Non ho informazioni specifiche sulle autorizzazioni – precisa il presidente di Legambiente – ma da ciò che vedo ritengo le modalità dell’intervento incomprensibili e certamente dannose per il suolo e per l’intera area”. Per questo nell’esposto Sessa chiede alla Procura di verificare l’esistenza di permessi urbanistici, ambientali e idrogeologici relativi agli abbattimenti già effettuati e alle eventuali lavorazioni previste. In caso di irregolarità, Legambiente sollecita l’adozione di provvedimenti per interrompere immediatamente i lavori. L’esposto è stato depositato il 21 febbraio 2026. Ora la parola passa alla magistratura, chiamata a chiarire se l’intervento rientri nelle normative vigenti o se vi siano profili che necessitino approfondimenti.
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