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Strage di ragazzi in auto, maxi ristoro per un 20enne rimasto invalido. “Ha perso gran parte del significato della propria vita”

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26.03.2026

Il tremendo incidente a Spezia dove morirono tre ragazzi

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La Spezia, 26 marzo 2026 – Non potrà lenire il dolore per quegli amici strappati troppo presto alla vita, o le sofferenze subite a causa di quell’incidente che ha spazzato via la spensieratezza dei vent’anni per far posto a operazioni chirurgiche e riabilitazioni e, più in generale, a una vita che si è fatta troppo presto in salita.

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Di certo, il risarcimento deciso dal giudice potrà consentirgli una vita più dignitosa dopo quel tremendo lutto e tantissima angoscia.

Il Risarcimento del Tribunale

Il tribunale di Massa ha concesso un risarcimento di 703.514,49 euro a uno dei due giovani sopravvissuti al tremendo incidente stradale avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 febbraio del 2020 sulla strada statale che collega Albiano Magra e Ceparana, in cui persero la vita tre giovanissimi: un 21enne di Podenzana, una spezzina di 20 anni, entrambi deceduti nello schianto, e un 19enne di Bolano morto una settimana più tardi all’ospedale Cisanello di Pisa.

A pagare sarà la compagnia di assicurazioni con la quale era stata assicurata l’auto condotta dal 21enne deceduto – giudicato come “unico e pieno responsabile della causazione dell’evento dannoso e della gravità delle conseguenze di esso” – in solido con l’eredità giacente del defunto.

La Sentenza del Giudice

La sentenza del giudice monocratico Furio Cioffi, pubblicata pochi giorni fa, accoglie gran parte delle richieste presentate dal giovane, all’epoca dei fatti 21enne, assistito dall'avvocato spezzino Paola Lazzoni. Una vicenda terribile, quella che scosse l’intera bassa Val di Vara e lo Spezzino.

I cinque giovani viaggiavano a bordo di una Alfa Romeo Mito. L’impatto contro un muretto fu devastante, con l’auto ridotta a un cumulo di lamiere. Il giovane ricoverato da subito in terapia intensiva, fu poi trasferito a Parma per essere operato, e poi nuovamente portato alla Spezia per essere ricoverato in un centro di riabilitazione. Mesi di dolore e angoscia durante i quali fu dichiarato invalido al 100% e, con la stessa percentuale, inabile al lavoro, tanto da venire licenziato.

Il giovane fu costretto ad abbandonare anche il calcio, praticato a livello agonistico.

Lo Scontro con la Compagnia di Assicurazione

Il giudice, dopo aver cassato la tesi della compagnia di assicurazione – che chiedeva un concorso di colpa del giovane per non avere indossato la cintura di sicurezza: fatto smentito dagli atti – ha condiviso la ctu del perito, concedendo una maggiorazione nella personalizzazione del danno.

“Non c’è bisogno di una documentazione particolarmente approfondita per affermare che un ragazzo di 20 anni, divenuto invalido al 100%, portatore di handicap in condizione di gravità, inabile al lavoro, abbia perso gran parte del significato della propria giovane vita, dei piaceri ad essa correlati, delle attività sportive, dei rapporti ordinari con i coetanei, dell’ampia progettualità che contraddistingue quell’età” scrive il giudice nella sentenza.

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