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Medio Oriente a fuoco. Il conflitto cancella le prime esportazioni dal porto spezzino /

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05.03.2026

Alcuni carichi di merce diretti a Beirut sono stati annullati. Ricci: "Costi già aumentati per bunkeraggio e assicurazioni". Lsct alla finestra: "Probabili impatti". Pisano: "Monitoriamo".

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La Spezia, 5 marzo 2026 – Il primo campanello d’allarme è scattato l’altro ieri negli uffici di Tarros: alcune prenotazioni per l’esportazione di merci in Libano gestite dal Terminal del Golfo sono state disdette. Sono le prime, non saranno probabilmente le ultime, in un quadro geopolitico che cambia ora dopo ora e che, dal Medio Oriente, ha già ’recapitato’ le prime conseguenze nel porto spezzino.

Dove, per la verità, si naviga a vista: sono passati ancora pochi giorni per ipotizzare scenari disfattisti o, al contrario, ipotesi improntate alla positività. Tra i terminalisti, quello che al momento pare più esposto è il Terminal del Golfo, del gruppo Tarros. "Una conseguenza l’abbiamo già avuta con alcuni clienti che hanno disdetto l’esportazione di merci a Beirut, vista la situazione di crisi a sud del Libano – spiega Danilo Ricci, amministratore delegato Tarros Line –. E non sarà probabilmente l’unica, ce ne sono altre come l’aumento dei costi del bunkeraggio marittimo che si rifletteranno sulle nostre navi. Un aumento del dieci per cento a tonnellata di carburante potrebbe pesare fino a 3mila dollari in più al giorno per ogni nave in navigazione. Che significa decine di migliaia di dollari in più".

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Aumentano le assicurazioni

E a schizzare in alto sono anche le assicurazioni: le polizze per i porti a rischio sono aumentate considerevolmente. "La speranza – afferma Ricci – è che il conflitto si fermi e che non si espanda ad altri Paesi del Mediterraneo orientale. Al momento, l’unico scenario ipotizzabile è quello della diminuzione dei traffici, anche se le altre linee che non riguardano l’East Med, come quelle per Libia, Algeria e Marocco, stanno offrendo ottimi volumi di carico".

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Sempre nello scalo spezzino, anche Lsct è alla finestra. "Al momento non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali da parte delle compagnie riguardo riduzioni dei servizi – dice Peter Robino, Head of commercial maritime terminal di Contship –. Alcune indicazioni generali di mercato suggeriscono possibili limitazioni sui carichi diretti verso le destinazioni impattate dai conflitti, ma si tratta di una dinamica che riguarda tutti i porti. Per Lsct, il mercato delle esportazioni verso queste destinazioni ci fa prevedere qualche impatto. La nostra quota di mercato rimane solida, i main services continuano a transitare dal Capo di Buona Speranza e le riduzioni, se confermate, avrebbero effetti contenuti solo sui servizi da e per questi Paesi. Stiamo comunque lavorando per garantire la continuità dei servizi".

"Prematuro fare previsioni”

Monitoraggio e attesa sono anche le linee del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure orientale, Bruno Pisano. "Al momento nel porto spezzino non sono state rilevate situazioni particolari, ma non è escluso che in futuro molto probabilmente lo scalo possa essere coinvolto, è prematuro al momento fare previsioni – dice Pisano –. Tarros, che tocca Paesi indirettamente colpiti, potrebbe avere il maggiore impatto nei traffici, ma è presto per dirlo. Monitoriamo costantemente la situazione, chiaro che se il conflitto si chiudesse velocemente, come tutti auspichiamo, le eventuali conseguenze potranno essere riassorbite velocemente".

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