Caporalato, guardia alta. Ma sulla sicurezza la Maremma è maglia nera
Attenzione sempre alta per la prevenzione e la lotta al caporalato (Foto d’archivio)
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Grosseto, 9 aprile 2026 – La prevenzione e il contrasto al ‘caporalato’ restano una priorità della Regione, che intende proseguire su questa linea con strumenti sempre più efficaci e condivisi. Si è riunita infatti nei giorni scorsi la Cabina di regia regionale prevista dal Protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, che assicura un approccio multidisciplinare per obiettivi che includono promozione e trasparenza dei rapporti di lavoro, valorizzazione delle imprese etiche, monitoraggio costante tramite una relazione tecnica annuale. Al tavolo, gli assessori a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, a formazione e lavoro, Alberto Lenzi e alla sanità Monia Monni, oltre a rappresentanti delle direzioni regionali e di tutti i soggetti coinvolti nella Cabina: sindacati, organizzazioni produttive e organi di vigilanza.
Tra gli argomenti affrontati anche gli strumenti operativi introdotti dalla Regione per contrastare l’intermediazione illecita, grazie al ruolo dei Centri per l’impiego, e le linee di indirizzo regionali alle imprese, come supporto per prevenire infiltrazioni malavitose negli appalti agro-forestali (check-list operativa, con strumenti pratici per il controllo dei fornitori terzi, le linee guida sulle innovazioni normative e la ‘condizionalità sociale’, prevista dalla Pac 2023-2027, che lega l’erogazione dei pagamenti europei al rispetto dei diritti dei lavoratori). La Maremma purtroppo è ancora tra le terre peggiori per quanto riguarda il monitoraggio e la sicurezza sul lavoro: i dati Inail indicano una progressiva diminuzione delle denunce, anche se restano criticità significative in provincia di Grosseto (e anche ad Arezzo e Siena), dove si concentra il 55 per cento degli infortuni; gli infortuni gravi colpiscono in particolare gli ultrasessantacinquenni (38 per cento delle vittime) e i lavoratori stranieri (uno su quattro).
In primo piano anche il progetto Soleil (2024-2026), che ha esteso l’azione regionale anche ad altri settori oltre l’agricoltura ed è finanziato con 4,75 milioni di euro: interviene in settori ad alta irregolarità, quali moda, oreficeria e servizi; sono attivi oltre 20 sportelli territoriali e un numero verde gratuito per segnalazioni di sfruttamento; offre percorsi personalizzati per l’integrazione socio-lavorativa. L’attività ispettiva e la vigilanza sono coordinate dagli ispettorati del lavoro e i servizi delle Usl: nel 2025 i servizi Usl hanno superato gli obiettivi programmati ispezionando 16.300 aziende (8,3% del totale regionale), con 1.163 controlli specifici in agricoltura. Per il 2026 la Regione conferma l’obiettivo di mantenere l’obiettivo ispettivo del 7,5% delle aziende e a implementare le misure del progetto Soleil, consolidando la lotta al caporalato come priorità politica trasversale.
Sull’argomento è intervenuto l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras. «Tutti insieme abbiamo preso atto del grande lavoro che in questi anni la Toscana ha fatto – ha detto –, ponendosi all’avanguardia anche rispetto ad altre regioni. Questo grazie a strumenti efficaci messi in campo per il controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro o le linee guida offerte alle aziende agricole per avvalersi di personale e aziende regolari. eppure il fenomeno continua ad essere talmente grande e ramificato che non possiamo accontentarci. per questo la giunta regionale ha invitato le direzioni regionali – chiude l’assessore – per i loro settori di competenza, a fare approfondimenti perché si possa arrivare ad una proposta di legge che consenta ad un settore che, alla qualità dei propri prodotti, ne possa affiancare anche una che riguarda il lavoro impiegato per ottenerli».
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