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Una mappa della Rollando

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La violista spezzina ha scritto ’Gattopardi verdi e altre curiosità musicali’

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Non è un saggio accademico né una guida per specialisti, ma un invito ad ascoltare senza timori, lasciandosi sorprendere. Con ‘Gattopardi verdi e altre curiosità musicali’, la violista spezzina Anna Rollando costruisce una sorta di mappa narrativa per orientarsi nel mondo della musica, tra aneddoti, intuizioni e percorsi d’ascolto capaci di avvicinare anche i non addetti ai lavori. Musicista dalla carriera articolata, Rollando ha collezionato centinaia di esibizioni attraversando generi e contesti diversi, dalle esperienze con Rondò Veneziano al Teatro dell’Opera di Roma, fino alle collaborazioni con artisti come Massimo Ranieri e il premio Oscar Ennio Morricone. Un bagaglio che si riflette in queste pagine, pensate come una ‘playlist’ ideale capace di attraversare secoli di storia musicale senza rigidità. Il volume nasce da una convinzione precisa: la distanza tra pubblico e musica classica è spesso solo apparente. "Non è chi ascolta ad essere sbagliato – osserva l’autrice – ma chi propone cartelloni senza tener conto delle reali esigenze degli spettatori". Da qui l’idea di un libro accessibile, che mescola divulgazione e racconto personale, offrendo chiavi di lettura semplici ma mai banali. Rollando guida il lettore tra compositori celebri e figure meno note. Non mancano suggerimenti pratici, piccoli ‘trucchi’ per entrare nei brani e coglierne sfumature spesso trascurate, in un percorso che restituisce alla musica il suo carattere più autentico: quello di linguaggio universale.

Laureata in Scienze della comunicazione, da anni attiva anche nella didattica e nella progettazione culturale, l’autrice prosegue così un lavoro di divulgazione già avviato con i precedenti volumi. ‘Gattopardi verdi’ si inserisce in questo cammino come un tassello maturo. "Sarà anche un’occasione irripetibile – dice Rollando – per incontrare figure emblematiche di musicisti sordi, asceti minimalisti, preti dai capelli rossi e donne nere perseguitate dal Ku Klux Klan di molte delle quali, grazie al ricco corredo di illustrazioni, avrete modo di osservare le fattezze. Il contenuto (e il titolo) del libro traggono spunto da un gioco di parole: l’allusione a un film notissimo e, simultaneamente, a un compositore tra i più cari agli italiani (ma anche tra i più suonati nel mondo). Un gioco che, in realtà, alla fine svela una storia reale".

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