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Quando le immagini ’respirano’. Al Camec il progetto Oltrevisione

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01.04.2026

’Oltrevisione’ ha il coordinamento scientifico di Alessandra Vaccarone

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Entrare in una stanza e accorgersi che le immagini respirano, che il suono modella lo spazio, che la visione non è più soltanto un atto passivo ma un’esperienza che coinvolge il corpo. È da questa soglia percettiva che prende forma ‘Oltrevisione’, il progetto ospitato dal Camec – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea nella nuova Project Room, visitabile da domani a fine mese. Un dispositivo artistico che ridefinisce il rapporto tra opera e pubblico, trasformando il museo in un ambiente vivo, in continua evoluzione.

Realizzato in collaborazione con il Conservatorio Puccini, il progetto nasce nell’ambito del bando Pnrr ‘C.o.m. City open museum’, che invita a ripensare il patrimonio culturale come opera pubblica neomediale, interattiva e partecipativa. L’ideazione e l’organizzazione generale sono a cura di Fabrizio Casti, con il coordinamento scientifico di Alessandra Vaccarone e quello artistico condiviso con Alberto Gatti, Mirjana Nardelli e Andrea Nicoli: un lavoro corale che intreccia ricerca, formazione e sperimentazione. Il punto di partenza è una selezione di opere delle collezioni permanenti del Camec, firmate da Ugo Attardi, Silvio Pasotti, Cristiano Pintaldi e Maja Vukoje. Ma qui il dipinto perde la sua dimensione statica per diventare origine di un processo dinamico: le immagini vengono tradotte in ambienti audiovisivi, si frammentano, si sovrappongono, si espandono nello spazio, dando vita a un campo percettivo in cui – come suggerisce il progetto – "le forme si sovrappongono, i confini si dissolvono, le presenze mutano".

Al centro dell’esperienza non c’è più l’interpretazione, ma il percepire. Il suono e la musica assumono un ruolo decisivo: orientano lo sguardo, trasformano l’atmosfera, suggeriscono nuove possibilità di lettura. Le installazioni interattive, realizzate dagli allievi del Conservatorio, invitano il pubblico a partecipare attivamente, rendendo ogni visita unica.

Il visitatore non osserva soltanto, ma interviene, modifica, contribuisce: attraverso gesti e movimenti prende parte alla costruzione dell’opera stessa. ‘Oltrevisione’ si configura così come un laboratorio aperto, in cui tecnologia e sensibilità dialogano per esplorare nuove forme di espressione contemporanea. Un progetto che mette in discussione il concetto stesso di opera d’arte, trasformandola in un processo fluido e condiviso.

A completare il percorso, una serie di eventi performativi sonori – tra acustica ed elettronica – diffusi nelle sale del museo, in programma alle 17.30 nelle giornate di mercoledì 8, 15, 22 e 29 aprile e giovedì 30 aprile.

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