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Prato, il piano di Politano. “Cittadella dello sport con lo stadio rinnovato. Soccorso, ci metto la firma”

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11.04.2026

Una coreografia dei supporter del Prato. Il presidente Politano parla a 360 gradi delle infrastrutture pratesi, sportive e non

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Prato, 11 aprile 2026 – Le redini dell’Ac Prato direttamente in mano così come quello dell’appalto più importante del territorio pratese: la realizzazione del sottopasso in zona Soccorso per dare respiro al traffico cittadino.

Antonio Politano, avvocato e imprenditore mette radici tra via Firenze e la Declassata; punta sui colori biancazzurri e sulle prospettive di una città complessa ma dalle grandi potenzialità.

Presidente Politano, dal luglio scorso e in questi ultimi mesi ancor di più, ha avuto un contatto diretto con la città. Che idea si è fatto di Prato? Quali sono le sue potenzialità? E le debolezze?

“Fin dal primo momento ho percepito in Prato un’energia autentica, concreta. È una città dinamica, operosa, fatta di persone serie, profondamente legate al proprio territorio e con una forte cultura del lavoro. Questo è un valore enorme, che si riflette anche nel rapporto con la squadra. Tra i punti di forza metto sicuramente la multiculturalità, che qui rappresenta una ricchezza. Allo stesso tempo credo che Prato possa fare un passo in più nella valorizzazione della propria identità: ha bellezze, storia e competenze che meritano maggiore visibilità anche all’esterno, per rafforzare il proprio posizionamento non solo economico ma anche turistico”.

Prato è una delle città più importanti del Centro Italia. Pensa che sia adeguatamente tenuta in considerazione da istituzioni e mondo politico per quello che rappresenta nel mondo lavoro e per il laboratorio di integrazione?

“Prato rappresenta un pilastro del sistema produttivo italiano, in particolare nel tessile e nel manifatturiero. È un modello unico, anche sotto il profilo dell’integrazione. Credo però che questo ruolo non sia sempre riconosciuto fino in fondo, né a livello nazionale né regionale. È fondamentale continuare a investire nel settore, rafforzando le tutele per i lavoratori e sostenendo le imprese che operano nel rispetto delle regole. Allo stesso tempo bisogna contrastare con decisione ogni forma di concorrenza sleale, che rischia di penalizzare chi lavora in modo corretto e trasparente. Difendere il tessile pratese significa difendere un’eccellenza del Paese”.

La sua Cmc ha in mano l’appalto Anas per la realizzazione del sottoattraversamento del Soccorso al fine di rendere la declassata una strada ’normale’. E’ orgoglioso di poter lasciare una traccia così importante in città?

“Assolutamente sì. Per me è motivo di grande soddisfazione poter contribuire allo sviluppo di Prato non solo attraverso il calcio, ma anche con un intervento infrastrutturale così rilevante. Con Cmc operiamo in tutta Italia e all’estero realizzando opere complesse e innovative, ma lavorare qui ha un valore speciale: significa restituire qualcosa alla città e ai suoi cittadini. È un progetto importante per la viabilità e per la qualità della vita, e lo stiamo affrontando con il massimo impegno e senso di responsabilità”.

Che tempi prevede per l’opera?

“L’obiettivo è procedere nel rispetto del cronoprogramma condiviso con Anas, garantendo tempi certi ma soprattutto standard elevati di sicurezza e qualità. Stiamo lavorando per ottimizzare ogni fase operativa e ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità cittadina. Più che correre, vogliamo fare bene e consegnare un’infrastruttura solida, efficiente e duratura”.

Un’altra infrastruttura che potrebbe incidere sul territorio è anche lo stadio Lungobisenzio ristrutturato. Il progetto è tra i suoi obiettivi da portare avanti?

“Sì, è uno degli obiettivi del progetto. Lo stadio non è solo un impianto sportivo, ma un punto

di riferimento per la città e per i tifosi. Vogliamo lavorare per renderlo più moderno, funzionale e accogliente, in linea con le ambizioni della società e con le aspettative della piazza”.

E che modello di stadio immagina? Quelli già presentati sono un punto di partenza? L’area di via Firenze può diventare una cittadella sportiva assorbendo anche l’area della ex dogana?

“L’idea è quella di uno stadio vivo, utilizzabile tutti i giorni, non solo durante le partite. Un luogo aperto, integrato con il tessuto urbano, capace di offrire servizi e opportunità per i cittadini. Partiamo dai progetti già presentati, che rappresentano una base importante, ma l’obiettivo è sviluppare una visione più ampia: una vera cittadella dello sport che possa valorizzare tutta l’area e diventare un punto di aggregazione per la comunità”.

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