Bimbo morto, medico prima assolto e ora condannato
Un feto che cresceva troppo poco, sempre meno. Fino ad arrivare al quinto percentile. Un bambino che non nascerà mai...
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Un feto che cresceva troppo poco, sempre meno. Fino ad arrivare al quinto percentile. Un bambino che non nascerà mai perché quando era venuto alla luce, era ormai deceduto. Una morte risalente, secondo gli accertamenti del medico legale, 18-24 ore prima del parto cesareo.
Per la morte del piccolo, un professionista è finito sotto processo. Prima assolto, ora condannato. L’episodio si colloca a cavallo tra il 2018 e il 2019. Secondo la ricostruzione dell’accusa, "dopo aver rilevato un progressivo e ingravescente ritardo della crescita fetale documentato dagli esami ecografici" il medico "nonostante l’esame ecografico dello stesso eseguito alla trentaquattresima settimana della gravidanza, facesse emergere l’ulteriore diminuzione del peso del feto fino al quinto percentile, cui si associavano la compromissione del compenso emodinamico fetale dimostrata dalla alterazione dei parametri ecografici (indice di pulsatilità di arteria ombelicale, indice del liquido amniotico), omettendo di disporre il necessario quotidiano controllo clinico, ecografico e cardiotopografico sulla paziente e rinviando quest’ultima al domicilio per una visita" successiva di alcuni giorni, "cagionava l’interruzione di gravidanza eterminata da "villite ed intervillosite istiocitaria con conseguente stato ipoperfusivo ed ipotossico", rispetto alla quale non veniva valutato e disposto, in assenza del richiamato controllo clinico, alcun intervento terapeutico quale la somministrazione di terapie farmacologiche utili per il feto e/o il parto cesareo che avrebbero, con alto grado di credibilità razionale, permesso di impedire l’evento infausto".
Il processo di primo grado, a conclusione del quale la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 4 mesi di reclusione, si erano concluso con l’assoluzione dello specialista. Di diverso parere, invece, la Corte d’appello che ha condannato il medico a 2 mesi di reclusione, pena sospesa, disponendo anche una previsionale di 50mila euro per la madre, assistita dall’avvocato Giuseppe Innamorati, e dello stesso importo per il marito e i figli minorenni, rappresentanti dall’avvocato, Flavia Mancini. L’imputato, invece, è stato assistito dall’avvocato Gianni Spina.
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