Addio ad Alvise Lazzareschi. Il cavatore-imprenditore dal grande carisma
Si è spento all’età di 67 anni nella sua casa di Colonnata a causa di una malattia. Ha scritto due libri dedicati al suo paese e alla cucina. Quelle feste indimenticabili.
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"E’ crollata una montagna". La frase con cui l’artista Mino Maccari commentò la morte, nel 1958, dello scrittore e amico Enrico Pea calza anche per Alvise Lazzareschi, cavatore e imprenditore. Alvise è scomparso sabato sera, nella sua casa di Colonnata, all’età di 67 anni (ne avrebbe compiuti 68 il prossimo 23 luglio). Era titolare di due cave (Olmo e Z). Nato a Torino "per sbaglio", come amava dire, è vissuto da 0 a 28 anni a Colonnata, nella casa di famiglia, con una breve parentesi di circa 3 anni a Genova, dove si era iscritto all’università (Giurisprudenza) dopo gli studi al Classico Repetti di Carrara. Ma Alvise è stato a lungo anche a Massa, nel suo palazzo di piazza Mercurio, fino a poco più di dieci anni fa quando decise di tornare nel suo paese di origine e nella casa dei suoi avi. A Colonnata, pur mantenendo la struttura originale, ha trasformato la storica abitazione in qualcosa di unico, grazie anche al suo marmo e alla sua fantasia. Ed è lì, tra i suoi monti, il suo marmo e i suoi gattoni neri, che Alvise ci ha lasciato, circondato dagli affetti più cari: la compagna Emanuela, le figlie Giulia, Fabiola e Cecilia, i suoi nipoti e la sorella Lucrezia.
Alvise Lazzareschi era tanta roba, anzi, una... tonnellata di roba, per usare una espressione a lui cara,........
