Leo Fabbri e lo sfogo post Mondiali. “Dopo Parigi insulti alla mia famiglia, sono in un buco nero. Ma tornerà la luce”
Leonardo Fabbri ai Mondiali indoor di Torun (foto Epa/Adam Warzawa)
Articolo: La rinascita di Larissa Iapichino. Vola a 6,87 e conquista l’argento ai mondiali di atletica indoor
Articolo: Fiorentina-Inter 1-1: i viola con coraggio e intensità fermano la capolista
Articolo: Atletica Firenze Marathon, che festa per Larissa. L’abbraccio dei piccoli atleti e delle istituzioni
Firenze, 22 marzo 2026 – Leonardo Fabbri non si nasconde: il settimo posto nel getto del peso ai Mondiali indoor di Torun, in Polonia è una delusione. L'azzurro, campione europeo in carica all'aperto e tre volte sul podio mondiale, con il 20,92 ha chiuso lontano dal 21,82 del neozelandese Tom Walsh che, al suo quarto oro indoor in carriera e quinto in totale, conferma il titolo indoor. “Ho sbagliato il primo lancio di riscaldamento e da lì non sono riuscito a rimanere sul pezzo, mi sono migliorato all'ultimo però senza la misura che volevo. Non sono uno specialista delle indoor, ho provato anche a cambiare scarpe, ma oggi non mi sono piaciuto”, ha detto a caldo.
Ma dopo le interviste post gara Leo Fabbri ha scritto le sue impressioni sui social e ha dato sfogo alle sue emozioni, dando una spiegazione più profonda del momento nero che sta passando.
"Dopo una gara importante andata male è facile giudicare, è facile parlare – ha scritto sulla sua pagina social – Ma quello che resta dentro, quello che si prova davvero, è molto più complesso. Dopo Parigi ho sbagliato, sì. Me ne prendo la responsabilità. Ma ci sono stati anche altri fattori. E soprattutto c’è stato qualcosa che mi ha colpito più di tutto: gli insulti. Non tanto a me, perché in qualche modo ci sono abituato, ma alla mia famiglia. E da lì qualcosa si è rotto. Da quel momento non riesco più a vivere le gare come prima. Non riesco a divertirmi, a essere leggero, a esprimermi come faccio in allenamento o nelle gare “normali”. Dopo ogni gara c’è sempre qualcuno pronto a dire che sono un coglione, che valgo solo nelle gare della “parrocchia”. Tutto questo per un errore. Eppure la mia carriera parla chiaro: 3 medaglie mondiali, 1 oro europeo con record dei campionati, una Diamond League vinta con 22.98 (quinta misura della storia e record italiano di più alto valore tecnico). Non lo dico per vantarmi, ma per ricordare a me stesso prima di tutto chi sono”.
“Sono un ragazzo e come tutti posso sbagliare”
"La verità – è il passaggio più doloroso dello sfogo del campione azzurro – è che sto passando un momento difficile. Un buco nero che non mi permette di essere sereno, né felice. Ma c’è una cosa che non cambierà mai: io non mollo. Ho toccato il fondo tante volte nella mia vita, e ogni volta sono tornato più forte di prima. Sto lavorando ogni giorno per migliorare. Sono ossessionato dal farlo. Il mio mental coach è una persona straordinaria, e insieme stiamo facendo un lavoro incredibile. E sinceramente, mi sono stancato di sentire giudizi anche su questo. Non ho mai cercato compassione. Le critiche, quelle vere, mi hanno sempre fatto crescere. Ma quello che è successo dopo Parigi è qualcosa di diverso. Scrivo questo per far riflettere chi commenta, chi giudica senza sapere. Sono bravo a lanciare il peso, sì. Ma sono anche un ragazzo che ogni giorno si impegna nel realizzare i suoi sogni. E come tutti, posso sbagliare. Sbagliare fa parte dello sport. Fa parte della vita. Tutto quello che ho costruito fino ad oggi nasce dalla passione
Per questo sport. Per la vita. E la luce… la rivedrò presto”.
© Riproduzione riservata
