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Una mediana tutta da costruire . Hiljemark, tra ballottaggi e certezze

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03.04.2026

I prossimi due giorni saranno fondamentali per l’allenatore nerazzurro, che aspetta il ritorno dei giocatori impegnati in nazionale (Foto Del Punta)

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Due allenamenti a disposizione di mister Hiljemark per sciogliere gli ultimi dubbi di formazione. Sono tante le domande che rimbalzano in casa nerazzurra prima della delicata sfida pasquale contro il Torino di D’Aversa e Simenone. Soprattutto per quanto riguarda una porzione di campo vede molti punti interrogativi: ovvero il centrocampo. Chi giocherà? Solamente oggi, a due giorni dalla partita, il mister avrà a disposizione i tre giocatori impegnati con le rispettive nazionali. Due di loro, Loyola e Aebischer, sono i candidati principali per una maglia dal primo minuto. Certo, ci sono tante variabili da tenere in considerazione. Akinsanmiro aveva goduto di una possibilità a Como, ma non l’ha sfruttata bene: fuori al quarantacinquesimo minuto. Difficilmente lo vedremo dal primo minuto. E allora Hojholt, che vanta questo stretto legame maturato negli anni con Hiljemark, potrebbe essere schierato di nuovo da titolare. Chi manca all’appello? Piccinini. Gilardino lo aveva dichiarato: "Quando lo impari a conoscere è difficile toglierlo dal campo".

Con il nuovo allenatore non sembra ancora scattato l’amore, ma il numero 36, il suo essere "radiolina" in mezzo al campo, potrebbe donare il giusto brio. Anche perché, come noto, sarà difficile vedere tra i convocati gli altri due del reparto mediano: Vural e Marin. Anche gli esterni vedono molti interrogativi: Iling-Junior continua a non convincere sul campo, e potrebbe rimanere un’altra volta in panchina. Angori manterrà la maglia da titolare. Sulla corsia opposta persiste il dualismo tra Leris e Touré. Hiljemark nelle ultime gare ha sempre preferito l’agilità e il passo breve dell’algerino alla fisicità prorompente del tedesco, oramai relegato alla panchina, forse una situazione troppo "severa", per l’uomo copertina dell’inizio di stagione del Pisa.

D’altronde, l’incognita resta il modulo, se 3-5-2- o se 3-4-2-1. Nel primo caso, a oggi è più facile immaginarsi una linea con, da destra a sinistra, Leris, Aebischer, Loyola e Angori. Il 3-5-2, invece, favorirebbe la marcatura uomo a uomo con il Torino di D’Aversa, che presenta in formazione nella linea dei cinque un calciatore offensivo come Nikola Vlasic, anche lui tornato dalla nazionale. Due giorni ancora per sciogliere i dubbi. A meno che nella conferenza in programma oggi, all’antivigilia della partita, l’allenatore non possa già dare qualche anticipazione, nonostante non sia solito farlo, anzi.

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