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In coda per ammirare i tesori. Anche i turisti sono preoccupati: "La sicurezza priorità assoluta"

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05.04.2026

Timori di ’escalation’ dopo l’attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi e i recenti colpi al Louvre e a Parma "I furti d’arte ci sono sempre stati, ma i ladri si sono evoluti insieme alla tecnologia. Difendiamo la nostra arte" .

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Lavori per migliorare la sicurezza, installazione di nuove telecamere e porte murate. Sono gli interventi alle Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti per potenziare le contromisure a 360 gradi, anche dopo l’attacco degli hacker che le Gallerie hanno subito a febbraio, anche se diversi lavori erano già in cantiere da tempo, come spiegato dal direttore Simone Verde. Una cosa è certa, i visitatori sono preoccupati. Perché entrare nei sistemi di sicurezza, trovare informazioni riservate, è sempre più facile. E visti i precedenti, con il furto al Louvre e quello più recente a Parma, chi ama i musei, l’arte e la cultura adesso teme nuovi colpi. Come i turisti italiani e stranieri che ieri mattina erano in fila per entrare agli Uffizi.

"I grandi furti d’arte ci sono sempre stati – spiega Maria Rosaria Giordano mentre è in attesa di entrare –. E così come evolve la tecnologia, si evolvono anche i ladri". Dello stesso avviso è Samuele Ulivi, che viene da Rimini: "Il rischio è sempre più alto, con l’informatica, in tutto il mondo. Può succedere al Louvre come agli Uffizi. L’importante è che si faccia qualcosa per minimizzare i rischi, altrimenti vorrebbe dire che non si sono prese precauzioni". Christian Fulli, poi, che viene da Bergamo, ma è originario di Roma, vede un deficit nelle istituzioni "che fanno poco per tutelare il patrimonio, perché spesso il personale è incapace di difenderlo".

Problemi che hanno conseguenze anche su come "ci vedono dall’estero: potremmo essere considerati poco sicuri e poco aggiornati a livello tecnologico", spiega Roberta Picarelli. Dello stesso avviso il milanese Giacomo Zippo: "L’Italia è un paese turistico. E se i cyber attacchi dovessero diventare frequenti potremmo perdere il valore che ci siamo guadagnati". In fondo, non ci sono solo i cyber attacchi. Spesso l’arte è in pericolo, anche a causa dei turisti che "si avvicinano alle opere, le toccano quando non andrebbero toccate, le deturpano", aggiunge però Ivana Malusardi di Bergamo.

Lo stesso pensa Ellie, che è a Firenze in vacanza dagli States: "Sembra che al di là dei cyber attacchi sia molto facile fare breccia nei sistemi di difesa dei musei. Non solo per chi vuole rubare, ma anche per chi danneggia. Come società dovremmo preservare l’arte per le future generazioni".

Ed è il giovane Giovanni Marrazzo, in visita agli Uffizi da Napoli, a lasciare aperta la domanda che riassume tutte le considerazioni: "Spesso minimizziamo le cose gravi e ingrandiamo quelle banali. L’Italia non può permettersi il rischio di vedere il proprio patrimonio perso o rubato. Quando non c’è più, poi, cosa si fa?".

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