Cade nella buca e si ferisce, il Comune paga i danni a un cittadino: rimborso da 12mila euro
Una buca in zona Cortenuova ha provocato la caduta di un pedone (foto d’archivio)
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Empoli, 9 aprile 2026 – Una buca lungo la strada poco visibile e non segnalata, il piede che ci finisce dentro e la caduta a terra con lesioni alla caviglia e al ginocchio. Allo sfortunato pedone ci sono voluti cinque anni e un ricorso in appello per dimostrare le sue ragioni e ottenere il risarcimento per i danni subiti.
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La Corte di Appello di Firenze ha infatti condannato il Comune di Empoli a pagare il cittadino circa 12mila euro imputando la responsabilità della caduta al 90 all’ente pubblico e il residuo 10 per cento allo stesso pedone. L’uomo, appena cinquantenne all’epoca dei fatti, ha impugnato il rifiuto del Tribunale di Firenze alla richiesta di danni e in secondo grado i giudici gli hanno dato ragione.
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I fatti risalgono al gennaio 2021 quando intorno alle 8 l’uomo, mentre si trovava a camminare lungo via Del Cantone in località Cortenuova, all’altezza del civico 17, ha messo accidentalmente il piede sinistro in una buca finendo al pronto soccorso. All’esito di radiografie gli veniva diagnosticato un “piccolo distacco osseo lamellare dell’apice del malleolo peroneale“ con prognosi di trenta giorni e il confezionamento di una doccia gessata e stivaletto da tenere per altrettanti trenta giorni. A causa dell’infortunio il cittadino ha avuto difficoltà a muoversi per oltre due mesi. In più gli sono rimasti postumi permanenti nella misura del 5/6 per cento, come attestato dalla relazione del medico legale. Tuttavia, nella sentenza di primo grado il giudice aveva ritenuto infondata la richiesta dei danni accogliendo le argomentazioni della difesa del Comune, ovvero che non si trattava di una buca ma di un dislivello stradale, che lo stesso dislivello era perfettamente visibile e percepibile perché l’incidente si era verificato al mattino, quindi in pieno giorno. Per di più l’ente pubblico sosteneva che l’uomo, abitando nella stessa zona, non poteva non conoscere lo stato dei luoghi e che la caduta, in sostanza, era da attribuire a “un difetto di attenzione“.
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Il ricorso in appello
Il cittadino, però, non si è dato per vinto ricorrendo in appello. La corte, riesaminando il caso insieme alle dichiarazioni di un paio di testimoni (uno di questi ha per altro dichiarato di aver visto cadere l’uomo probabilmente nel tentativo di spostarsi sul ciglio della strada per evitare il passaggio di un’auto, essendo quella una strada stretta) e alla documentazione fotografica prodotta, ha ribaltato il giudizio condannando il Comune a risarcire la vittima attribuendo a quest’ultima una responsabilità molto lieve.
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