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Bad Apple Sons: il ruvido ritorno del tridente del rock alternativo

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10.03.2026

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Firenze, 10 marzo 2026 - Patti Smith, Marlene Kuntz, Teatro degli Orrori. Che cos'hanno in comune? Attitudine, intensità, adrenalina... E l'aver condiviso il palco con una band fiorentina, protagonista a cavallo delle prime due decadi degli anni Duemila di una scalata sorprendente sui palchi di mezza Europa: oggi, abbiamo il piacere di (ri)presentarvi i Bad Apple Sons, il tridente ruvido del rock alternativo composto da Clemente Biancalani (voce, pianoforte, tastiere e testi), Andrea Cuccaro (basso elettrico e cori) e Andrea Ligia (batteria). "Relate, Relief", registrato presso il McFarland Studio in Mugello da Guglielmo Torelli e in uscita il 13 marzo per la Chute Dischi/Audioglobe, segna il loro definitivo ritorno sulle scene: l'album verrà presentato ufficialmente sabato 14 sul palco del Glue Alternative Concept Space per i 50 anni di Controradio. Ne abbiamo parlato insieme in questa breve chiacchierata. 

"Relate, Relief" è il vostro come back dopo un lungo periodo di inattività discografica. Cosa c'è del passato e quanto del presente dei Bad Apple Sons in questo album?

"Alcune idee musicali risalgono al 2015, e sono rimaste con noi per anni prima di assumere una forma definitiva. Il disco nasce dall'incontro tra passato e presente, conserva l'attitudine diretta e ruvida che ci ha sempre caratterizzato, ma con uno sguardo più consapevole e una maturità diversa nella scrittura e nella costruzione del suono". 

Il titolo allude ai due movimenti musicali e tematici presenti. Da quale ispirazione artistica ed emotiva nasce una dialettica così contrastata?

"La struttura riflette la ricerca di un equilibrio rispetto ad una tensione che sentivamo molto forte durante la composizione: da una parte, l'urgenza di raccontare il disagio e l'ansia del presente, che emerge attraverso brani più tesi, ritmati e dominati da distorsioni e pulsazioni insistenti; dall'altra, il bisogno di aprire uno spazio più raccolto, quasi intimo, dove il pianoforte e i tempi dilatati diventano centrali".

Ansia del presente e bisogno di sollievo. Quanto l'attualità può condizionare il percorso musicale e artistico di una band? 

"L'attualità entra inevitabilmente nella musica, anche quando non è direttamente esplicitata: viviamo un'epoca che genera preoccupazioni e inquietudini, e questo finisce inesorabilmente per influenzare il modo in cui scriviamo e costruiamo i pezzi: nel lato A, questa tensione emerge chiaramente, nella seconda prevale invece l'anelito verso una dimensione più introspettiva".

Il vostro rapporto con il pubblico è sempre stato fisico, diretto, senza mediazioni. Com'è cambiata la relazione con i fans sul palco e fuori nel corso del tempo?

"Il live è sempre stato al centro della nostra identità. Sin dagli inizi, il palco è il luogo dove la musica prende davvero forma: in questi anni, sono cambiate molte cose nel modo in cui circola e viene ascoltata, ma almeno noi continuiamo a cercare uno scambio fisico e diretto, intenso e collettivo con le persone". 

Progetti per il futuro, immediato e non?

"Il primo passo è ovviamente l'uscita del disco il 13 marzo, sia sulle piattaforme digitali che in vinile. La prospettiva è quella di portare dal vivo questi brani il più possibile, perché è nel contesto dei concerti che la nostra musica trova la sua realizzazione più naturale e concreta". 

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