Violenza a 16 anni: rissa e sangue in centro, passanti impietriti
Tutto dura pochi istanti, poi l’arrivo degli agenti della polizia locale e dei carabinieri
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Arezzo, 15 aprile 2026 – Spintoni, urla: una rissa in pieno centro e davanti a passanti impietriti da tanta violenza. Esplosa all’improvviso, all’ora dell’aperitivo. Un’azione in due tempi: nasce in piazza Guido Monaco e prosegue nella parte bassa di via Madonna del Prato. Protagonisti tre minorenni e un uomo di mezza età, di origini straniere. Uno dei ragazzi si ferisce a una mano, forse con un taglierino o una forbice che, secondo le testimonianze di chi ha assistito alla scena, verrà ritrovato nel cestino dei rifiuti dalle forze dell’ordine. Anche l’uomo avrebbe riportato una ferita da taglio alla mano, ma si tratta di un’incisione superficiale.
Tutto dura pochi istanti, poi l’arrivo degli agenti della polizia locale e dei carabinieri. È ancora da chiarire come e perché sia scoppiata la rissa tra i ragazzini, tutti sui sedici anni e l’uomo. Gli investigatori stanno raccogliendo informazioni e visionando le telecamere della via dello shopping, anche perché le versioni dei protagonisti sono discordanti. Ma al di là dell’attività investigativa, si tratta dell’ennesimo episodio di violenza in centro: quanto basta per riaccendere un allarme che in città si fa sempre più insistente: l’escalation di violenza tra giovani. Un escalation che per certi versi, richiama l’orrore del delitto di Massa.
Solo due giorni fa, sempre in piazza Guido Monaco, un altro blitz delle forze dell’ordine. Vittima, questa volta, un uomo di circa 35 anni, cittadino straniero, aggredito in pieno giorno da tre ragazzi. Indaga la polizia: gli agenti hanno raccolto testimonianze e stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire ai responsabili. Due episodi ravvicinati, nello stesso quadrante della città, con protagonisti giovanissimi e dinamiche ancora poco chiare ma accomunate da una violenza improvvisa. Il quadro si complica se si guarda a quanto emerso nei giorni precedenti sul fronte investigativo.
Un quindicenne della Valdichiana è finito al centro di un’indagine della Digos per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di odio razziale ed etnico. Tutto partito da un profilo social monitorato dagli ambienti dell’antiterrorismo: contenuti violenti, riferimenti a ideologie estremiste e persino apprezzamenti per episodi di cronaca nera. Durante la perquisizione nella sua abitazione, gli agenti hanno sequestrato dispositivi elettronici e materiale ritenuto inquietante, tra cui video e appunti riconducibili a contesti radicali. Pochi giorni prima, un’altra perquisizione in provincia ha riguardato un 17enne: tutto è partito da un’inchiesta nazionale “Hate” sulla radicalizzazione online tra giovanissimi. Nell’ambito dell’operazione coordinata dal Ros dei carabinieri, che ha portato all’arresto di un 17enne tra Umbria e Abruzzo con accuse legate al terrorismo, sono scattate perquisizioni anche nella nostra pronvcia: e la posizione del minorenne aretino è al vaglio degli investigatori.
La morsa dei controlli si stringe attorno alla mappa delle “zone rosse”: da piazza Guido Monaco, ai luoghi della movida tra la Badia, San Francesco e Sant’Agostino. Qui la polizia municipale intensifica i servizi anti-degrado. Un piano che allarga e consolida la rete intrecciata dal Comune con le forze dell’ordine e coordinata dal prefetto Clemente Di Nuzzo nei periodici vertici dedicati alla sicurezza. Ma l’escalation di violenza tra i giovanissimi rischia di “bucare” lo scudo sulla città.
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