menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Terrorismo in erba. Via telefonino e computer anche a un minorenne aretino

12 0
01.04.2026

I carabinieri hanno acquisito il computer e il telefonino del minorenne indagato

Articolo: “Mio figlio introverso e studioso, è tutto inimmaginabile”: prepara strage a scuola, il dolore del padre dopo l’arresto

Articolo: Chi sono gli incel e come la “manosfera” sta riscrivendo le relazioni tra i banchi di scuola

Articolo: “La violenza tra i giovani è diventata normale”. Allarme delle scuole: “Cause? Social, famiglie assenti, solitudine”

Arezzo, 1 aprile 2026 – Hanno preso computer e telefonino. Li passeranno ai Raggi X delle indagini, le stesse che in qualche modo, collegano Perugia ad Arezzo e ad altre città dove gli uomini del Ros hanno eseguito perquisizioni. In gergo tecnico si chiamano “acquisizioni” ma il significato non cambia: i dispositivi informatici sono stati prelevati nell’abitazione del minorenne aretino durante la perquisizione eseguita dagli specialisti dell’Arma nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto molto scalpore. E che ruota attorno a un diciassettenne residente a Perugia.

Secondo gli investigatori stava studiando come fabbricare armi e ordigni chimici, per compiere una strage in una scuola superiore di Pescara, come quella consumata nel 1999 nella Columbine High School, in Colorado. A ispirarlo sarebbero state le informazioni acquisite e scambiate sul gruppo Telegram ‘Werwolf Division’, la casa dei suprematisti dove si esaltano gli attentati terroristici di Oslo e Utoya del 2011 e le stragi compiute alle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019. Il presunto terrorista, che pare diffondesse immagini, video, meme e sticker riconducibili ai ‘santi del terrorè - gli autori di quelle e altre stragi di massa - è originario di Pescara. Lo hanno arrestato i carabinieri del Ros e le accuse sono pesanti. Gli vengono contestati i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

L’operazione è stata eseguita tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana e vede coinvolti anche altri sette minorenni. Per chiarire i ruoli di ognuno sarà dirimente l’esame dei loro smartphone e computer, tutti sotto sequestro, compresi quelli del minorenne aretino. Nel cellulare del diciassettenne arrestato sono invece già stati scoperti anche video e filmati pedopornografici. Un “sottobosco di delirio e violenza”, ritenuto estremamente pericoloso dagli investigatori. Un’inchiesta meticolosa, quella coordinata dalla Procura per i minorenni dell’Aquila - partita da precedenti indagini della Procura di Brescia, concluse nel 2025, su soggetti di un network ispirato a ideologie neonaziste e suprematiste - che ha condotto all’ordinanza di custodia cautelare per il 17enne.

In base a quanto emerge dalle indagini, il minorenne partecipava a gruppi fondati sull’apologia della Shoah, dei crimini di genocidio, dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità. Nella fitta rete portata alla luce dai carabinieri c’è anche il ragazzo aretino la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Che ritengono i minorenni a vario titolo finiti nell’indagine, inseriti in un giro internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista e suprematista. Sono indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Saranno gli accertamenti dei carabinieri a fare luce su una vicenda che riporta a galla il tema della violenza tra i giovanissimi. E il loro rapporto con i social.

© Riproduzione riservata


© La Nazione