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“Sul bus nel deserto, rischiando tutto pur di tornare a casa”: guerra in Iran, coppia toscana rientra in Italia

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08.03.2026

Serena Provinciali e Manuel Fabbri, la coppia follonichese che è riuscita a tornare a casa da Doha via Il Cairo dopo un lungo viaggio nel deserto

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Follonica, 8 marzo 2026 – Che quell’incubo incredibile era finito lo hanno realizzato soltanto quando si sono seduti sul volo che da Il Cairo, in Egitto, li ha riportati in Italia, a Roma. Serena Provinciali e Manuel Fabbri, coppia di Follonica, possono adesso riabbracciare il figlio diciannovenne dopo un viaggio a dir poco rocambolesco. Loro che in mezzo al conflitto in Medio Oriente, con i bombardamenti di Usa e Israele in Iran e la riposta di quest’ultimo contro i Paesi del Golfo Persico si sono ritrovati per un incredibile caso. Erano di ritorno dalla Thailandia. Dovevano fare uno scalo di poche ore a Doha. Ma mentre l’aereo già rullava sulla pista sono iniziati gli attacchi e l’interno spazio aereo è stato interdetto. Così il loro velivolo si è fermato. Dopo un tempo interminabile sono scesi. Rimanendo bloccati per giorni a Doha. Una storia simile a quella di tanti altri toscani in altri Paesi del Golfo. 

"Droni iraniani esplosi sopra di noi”

"La svolta è arrivata nella mattina di giovedì 5 marzo – dice Serena Provinciali – quando abbiamo visto droni iraniani intercettati dal Qatar esplodere sopra le nostre teste. Dopo giorni di paura ci siamo decisi: dovevamo lasciare Doha”. L’ambasciata italiana locale aveva organizzato alcuni pullman per Riad, per consentire a gruppi di connazionali di lasciare il Paese. “Siamo saliti su uno di questi”, spiega la donna. Il problema a quel punto erano i voli. “Una agenzia di Follonica, la Terminal Tour di Luca Montauti ha dato un aiuto decisivo – dice – riuscendo a trovare dei voli e modificando in corso d’opera l'itinerario in base alla situazione del momento e agli spazi aerei che venivano chiusi”. Il piano prevedeva un volo da Riad al Cairo, in Egitto, e da qui a Roma.

Il viaggio nel deserto

“Abbiamo viaggiato nel deserto per ore, di notte, arrivando a Riad solo a sera tardi – spiega – L’ambasciata ci ha potuto scortare fin dove era possibile, ovvero al confine. Da lì all’aeroporto di Riad ci siamo tenuti in contatto via telefono con le autorità italiane, ma non avevamo funzionari o personale con noi”. Una notte difficile, ma la coppia riesce ad arrivare a Riad. “Abbiamo dormito sulle poltrone dell’aeroporto – spiega – ma proprio un’ulteriore chiusura dello spazio aereo in Arabia Saudita a causa di altri droni intercettati ha provocato nuovi ritardi”. La coincidenza con il Cairo è saltata, la coppia è partita dopo ma l’agente di viaggio riesce a trovare un nuovo volo. Dopo 34 ore la coppia arriva al Cairo, ripartendo il giorno successivo per Roma. Dove sono arrivati, sani e salvi nel pomeriggio di domenica 8 marzo. Era un semplice ritorno a casa dalla Thailandia e si è trasformato in un incubo. 

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