Spezia, aria da ultima spiaggia all’Euganeo
Il tecnico aquilotto Roberto Donadoni deve dare una scossa alla squadra per risollevarla da una posizione di classifica diventata molto difficile
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L’ennesima ultima spiaggia da non sbagliare, per evitare di sprofondare in un vortice di non ritorno. Oggi, all’Euganeo di Padova (il via alle 19), i bianchi sono chiamati all’ennesimo disperato tentativo di vincere per salvare una cadetteria sempre più compromessa dal disastroso ruolino di marcia evidenziato fino ad ora: la miseria di 25 punti, con ben 14 sconfitte, 7 pareggi e solo 6 vittorie. Un cammino desolante, quello dei bianchi, che equivale a una sorta di martirio per i tifosi aquilotti tanti sono i risultati a dir poco deludenti accumulati in 27 partite di campionato. La tristissima realtà attuale è il frutto di errori in serie con un richiamo scontato a responsabilità collettive, fatta eccezione per il patron Thomas Roberts che con le sue contribuzioni economiche ha tenuto lo Spezia in vita. Parlare della gara da dentro o fuori di stasera è complicato, entrano in gioco sofferenze reali che solo chi è tifoso e nato alla Spezia può realmente capire. ll messaggio a tutti i naviganti è chiaro: c’è un popolo che soffre, si faccia il possibile per salvare il salvabile perseguendo il miracolo, evitando possibilmente di salire sul piedistallo se la salvezza sarà conseguita perché allo spalle ci sono mesi di patimenti difficilmente riscontrabili, solo parzialmente compensabili dalla permanenza in cadetteria. Come uscire da una situazione così drammatica è esercizio non facile. L’unità, la determinazione, la voglia di riscatto sulle quali anche ieri il presidente Charlie Stillitano (stasera presente a Padova) ha insistito con i giocatori, sono fondamentali ma è chiaro che solo queste peculiarità non bastano. Occorrerebbero iniezioni di qualità che nei nuovi arrivati si sono intraviste in Bonfanti e a tratti in Radunovic e Romano, non ancora in Ruggero, Adamo, Sernicola, Bellemo, Valoti e Skjellerup. La classifica è impietosa ma non bisogna mollare fino all’ultima stilla di sudore. Per innestare la scintilla dell’impresa serve assolutamente vincere a Padova, in uno stadio che evoca ricordi straordinari di conquista della cadetteria nel 2006. Oggi mister Donadoni cambierà qualcosa nella formazione con i rientri di Ruggero e Aurelio. Si va verso la conferma di Vlahovic in attacco perché Di Serio non è al meglio al pari di Adamo. Possibile che uno tra Valoti e Bandinelli sia rischiato dal primo minuto. Aggregato con la squadra anche Hristov la cui carica e la cui personalità sono da ritenersi importantissime anche se il capitano sarà solo in panchina. Ci sarà il giovane attaccante della Primavera Conte, 17 gol in 20 partite, che meriterebbe di esordire visto la penuria di reti in attacco.
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