Nordio sul referendum: clima teso, colpa dell’opposizione. “La sinistra ha alzato troppo i toni”. Pm sotto il governo? “Bugia colossale”
Il ministro Carlo Nordio al teatro Cartiere Carrara
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Firenze, 17 marzo 2026 – Ministro Carlo Nordio, sei giorni al gong dopo settimane di clima avvelenato. C’è così tanto in ballo che il contesto prevale sulla riforma in sé?
“Non siamo stati noi a creare questo clima: abbiamo cercato di restare sui contenuti, la chiamata alle armi è stato fatta dalle opposizioni. Poi ci sono state affermazioni da entrambe le parti di una certa pesantezza, fino agli insulti...”.
Risultato, i cittadini poco hanno capito della riforma...
“Si è deviata l’attenzione degli italiani sul contenuto della riforma che sono semplici: separazione delle carriere e istituzione di un’Alta corte per i procedimenti disciplinari, temi già proposti dalla sinistra. Infatti il no serve solo a dare una spallata al governo”.
Lei è stato pm. I giudici non le hanno mai dato torto solo perché venivate dallo stesso concorso, eravate giudicati e nominati dallo stesso Csm e andavate alle feste di compleanno?
“Citando Pascal: ’è orribile parlare di se stessi’. Io da pm mi sono confrontato con giudici che avevano idee simili o molto distanti. Le mie furono bollate come eretiche dal Csm ma non sono mai stato condizionato nelle indagini. Il problema si crea quando cerchi di avanzare nella carriera: se non hai un aggancio correntizio è impossibile”.
Secondo lei il sorteggio per i magistrati serve a scardinare il sistema di potere delle correnti. Ma si pesca tra 10mila magistrati mentre i membri laici vengono sorteggiati solo in una rosa già scelta dalla politica. Non le sembra sproporzionato?
“No, non tra 10mila magistrati. Per l’Alta Corte solo coloro che hanno trent’anni di esperienza e per i due Csm si deciderà con i decreti attuativi ma sempre in un canestro di magistrati che hanno già superato più valutazioni, non certo i novellini”.
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E per la rosa di laici?
“Abbiamo già deciso di dare spazio alla rappresentanza dell’opposizione, come avviene adesso. Guardi che l’interferenza della politica nel Csm esiste già, con la riforma sarà diminuita”.
I decreti attuativi li avete già scritti?
“Lo dicono, non è vero. Vogliamo prima un confronto con magistratura, avvocatura e accademici”.
Ha detto che se passa la riforma modificherete il codice di procedura penale: toglierà la polizia giudiziaria dalla dipendenza del pm, come dice il ministro Tajani e come contenuto in un disegno di legge firmato dalla sua attuale capo di gabinetto?
“Assolutamente no, la riforma lascia inalterato il punto in cui il pm dispone della polizia giudiziaria. Tajani alludeva al fatto che alcuni i pm non sanno dirigerla perchè non sono stati educati all’investigazione: così le indagini nascono male e finiscono peggio”.
Alta Corte: dividendo i Csm e ’epurandoli’ dall’influenza delle correnti, c’era bisogno di formare un altro organismo?
“Continuiamo a ritenere la magistratura, anche se divisa nella carriera (ma il concorso potrebbe restare unico), un organismo unitario e così sarà nel momento più alto della giurisdizione disciplinare. È la dimostrazione che la separazione delle carriere come primo passo per portare i pm sotto l’esecutivo è una balla colossale”.
È previsto il ricorso contro le decisioni alla stessa Alta Corte in composizione differente. Il 111 della Costituzione prevede però il ricorso in Cassazione per violazione di legge. Per le toghe no?
“Assolutamente. Potranno fare ricorso in Cassazione”.
Come ci spiega che con questa riforma ci saranno meno errori?
“Mettiamo un cittadino che viene incriminato per un reato di poco conto, un incidente stradale e portato davanti al giudice. Le due parti – avvocato e pm – stanno al di sotto del giudice, membro terzo e imparziale. La verità però è che quel giudice, quello stesso pomeriggio potrebbe essere valutato nel consiglio giudiziario, organo periferico del Csm dallo stesso pm. Se l’imputato avesse saputo che il suo giudice veniva valutato dal suo accusatore, non sarebbe stato così tranquillo”.
Il disciplinare su cosa inciderà?
“Oggi ci sono errori che restano impuniti perchè il magistrato viene giudicato da colleghi che il giorno prima gli hanno chiesto il voto. E non parlo di quelli fisiologici ma di errori manifesti quando non conosce le leggi, non si è studiato le carte o si dimostra inetto, negligente”.
Dovesse convincere Gratteri della bontà di questa riforma?
“E’ una mission impossible convertire Gratteri al sì, ma gli direi che su YouTube ci sono suoi interventi in cui si era pronunciato per il sorteggio, contro la degenerazione delle correnti, contro la giustizia domestica del Csm. Non gli chiederei di cambiare idea, ma perché ha cambiato la sua”.
Martedì mattina che farà?
“Tre giorni di full immersion con Beethoven, Shakespeare e mia moglie”.
Le posizioni dei partiti sul referendum giustizia 2026: il fronte del Sì, quello del No e chi sta in mezzo
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(intervista raccolta da Pietro Mecarozzi in occasione di un’iniziativa al teatro Cartiere Carrara a Firenze)
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