Valdarno: laboratorio di pasticceria per persone con cerebrolesioni. “Che gioia fare cose che sembravano impossibili”
Un momento del laboratorio di pasticceria
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Montevarchi (Firenze), 9 marzo 2026 – Mani in pasta. Nove persone con cerebrolesioni acquisite che partecipano al progetto pilota In.di.c.a. (interventi diretti alle cerebrolesioni acquisite) promosso dalla cooperativa Nomos insieme ad Atracto-associazione traumi cranici toscani e con il contributo della Fondazione CR Firenze, sono diventati pasticceri per un giorno seguendo un laboratorio di cucina a Montevarchi. Così, seguiti dagli operatori e dai maestri pasticceri, hanno preparato un’ottima torta della nonna.
“E' stato bellissimo, un momento creativo”, dice Laura. E aggiunge: “Impariamo a fare cose nuove e ci divertiamo anche”. “Non avevo mai fatto finora una torta! Le avevo solo mangiate”, aggiunge Alessandro. C’è anche chi, come Silvia, non ama mangiare i dolci. “Ma realizzarli mi ha fatto sentire bene”, sorride. E Valerio: “Non credevo di riuscirci. Invece, mi sono reso conto che, se voglio, riesco a fare certe cose”.
Il progetto Indica promuove e tutela i diritti delle persone con disabilità derivanti da grave danno cerebrale: sono stati creati due ‘atelier di terapie occupazionali’: uno si trova a Grosseto e l'altro a San Giovanni Valdarno. E’ qui che, dopo due incontri a febbraio, è stato realizzato il laboratorio di cucina.
“Questi tipi di attività, oltre ad essere divertenti e a favorire la condivisione, aiutano a sviluppare l'autonomia e le capacità personali, rafforzando l'autostima e contribuendo a combattere la solitudine che spesso accompagna chi ha avuto una cerebrolesioni da adulto”, spiega Sandra Bonini di Nomos, educatrice che ha seguito tutto il progetto. “Esperienze come questa - evidenzia Gabriele Gori, direttore generale di Fondazione CR Firenze - rimettono al centro le persone e il loro diritto a una vita piena, anche dopo un evento traumatico. L’autonomia si costruisce anche dai gesti quotidiani come quelli in cucina che da semplici azioni si trasformano in esercizi di fiducia nelle proprie possibilità. Come Fondazione crediamo in percorsi che non si limitano all’assistenza, ma che generano autostima e relazioni. Il laboratorio di pasticceria nel Valdarno è un esempio concreto di come, lavorando insieme al territorio e al terzo settore, si possano creare opportunità reali di inclusione e qualità della vita”.
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