Restaurato il Cristo Morto danneggiato dall’alluvione, presentazione per il Capodanno Fiorentino
La Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino
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Firenze, 23 marzo 2026 – Sarà presentato al pubblico in occasione del Capodanno Fiorentino il restauro della scultura raffigurante il Cristo Morto, gesso dipinto proveniente dalla Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino e gravemente danneggiato durante l’alluvione del marzo 2025.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 25 marzo alle ore 12 nella sala Masaccio Officina Creativa Lab del Conventino Fuori le Mura, dove verrà illustrato il lavoro di recupero che ha permesso di restituire l’opera alla comunità.
L’incontro rappresenta un momento di restituzione pubblica particolarmente significativo, sia per il valore artistico della scultura sia per il forte legame con il territorio e con la parrocchia da cui proviene.
Il delicato intervento di restauro conservativo è stato realizzato dalla società Valentini Ventura Restauro d’opere d’arte, che ha seguito con grande attenzione e completamente a titolo gratuito tutte le fasi del recupero, restituendo stabilità strutturale e leggibilità all’opera, sotto la direzione e l’alta sorveglianza di Graziella Cirri, storica dell'arte della Soprintendenza archeologia Belle Arti, e di Francesca Leolini, funzionaria restauratrice. Le due professioniste hanno seguito le diverse fasi dell’intervento.
“Il restauro ha permesso di comprendere il valore dell’opera”
“La scultura - ricorda la restauratrice Daniela Valentini - aveva riportato danni rilevanti; infatti, oltre ad essere intrisa di acqua e cosparsa di fango, risultava divisa a metà, precisamente all’altezza del ventre del Cristo. Pertanto, anche le braccia erano danneggiate. Si notavano poi mancanze probabilmente già preesistenti come alcune lacune in prossimità delle dita dei piedi e delle mani, che in accordo con la soprintendenza non sono state reintegrate in quanto non esistevano elementi sufficienti per poterle ricostruire nella loro totalità”. “Dopo un’accurata e delicata operazione di pulitura per la rimozione del fango – prosegue l’esperta, - sono stati riassemblati tutti gli elementi della scultura e successivamente stuccate le linee di congiunzione dei frammenti recuperati. Erano presenti in maniera diffusa inoltre numerose abrasioni e perdite della pellicola pittorica, che sono state reintegrate con velature sottotono rispetto all’originale. In questo modo, è stata restituita all’opera un’unitarietà cromatica complessiva”.
“I beni culturali presenti nelle chiese sono strettamente legati all’uso devozionale e liturgico – ricorda Graziella Cirri –. Commissionati per una funzione possono essere in seguito “dimenticati” per i motivi più diversi: cambio di gusto, modifiche interne alla chiesa, adeguamento alla nuova liturgia. La “riscoperta” di questi beni, a volte casuale, a volte per motivi di studio, più raramente a seguito di un evento calamitoso, può essere l’occasione per tutelare e valorizzare queste opere. Il Cristo deposto della Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, salvato da acqua e fango, restaurato e studiato dopo qualche decennio di oblio sarà di nuovo fruibile al pubblico e ai fedeli. Il restauro ha permesso di comprendere il valore dell’opera, svelare una firma e conoscere anche qualche dettaglio sulla personalità dell’artista che lo ha realizzato”.
Sarà collocato nella cappella dedicata a San Giuseppe
Don Daniele Bani, esprimendo gratitudine a Daniela Valentini per l’intervento di restauro eseguito a titolo gratuito, sottolinea l’importanza del recupero dell’opera: “È davvero un momento di grande gioia e gratitudine vedere il Cristo, che un anno fa è stato salvato dall'alluvione, tornare integro e restaurato così bene. Sarà collocato nella cappella della Pieve dedicata di San Giuseppe, sull’altare laterale. Questo permetterà una fruibilità pubblica dell’opera, che era invece da tanto tempo collocata in deposito nei locali alluvionati. Poterla esporre, anche con le tracce dell’alluvione, diventa davvero un’occasione preziosa della memoria storica della nostra fede e della nostra città”.
“La presentazione al pubblico del restauro del Cristo Morto rappresenta un’importante occasione per valorizzare il lavoro dei maestri artigiani fiorentini, che ogni giorno si adoperano per dare forma all'arte o per conservarla”, afferma Sara Biagiotti della direzione di Artex.
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