Martinelli accusa: "Imprese troppo vicine ai banchi della giunta"
L’opposizione da mesi dichiara che la legge è inapplicabile. Dure critiche alla modifica al regolamento degli agri marmiferi voluta dall’amministrazione
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Critiche dall’opposizione per la proroga biennale concessa alle aziende per raggiungere il 50 per cento della lavorazione in loco. "La legge 35 può avere spunti interessanti - ha detto il consigliere Massimiliano Bernardi - ma è inapplicabile se contiene elementi sbagliati. Da anni sto dicendo che quella soglia è irraggiungibile per diverse aziende e ora si provano alcuni escamotage per affrontare il problema. Gli industriali sono stati presi a ‘pesci in faccia’ per anni e ora cosa dovrebbero fare? Il regolamento è da cambiare e il civismo di centro destra ha già nei piani per il prossimo anno l’idea di modificarlo".
Critiche anche dal consigliere Cinque Stelle Matteo Martinelli, in particolare sulla differenziazione che la modifica andrà a creare. "Solo oggi si scopre che tanti non raggiungeranno la soglia? Non credo - ha detto il consigliere - ma forse qualcuno fino ad ora aveva vissuto su Marte evidentemente. Dite che le imprese si sono sforzate, ma mi chiedo su quale base si faccia questa affermazione. Non si sanno i dati di partenza, a meno che non ci si fidi di quanto dicono le imprese, che per altro non sono lontane dai banchi della giunta. Se fossi uno degli industriali che ha già raggiunto il 50 per cento, mi sentirei danneggiato da questa modifica".
Per la maggioranza, l’intervento di Gianmaria Nardi ha invece precisato alcuni concetti riguardo la tracciabilità. "Questi due anni in più per il raggiungimento del 50 per cento non sono certo un regalo - ha sottolineato il capogruppo Pd in consiglio - e precisiamo anche che non si interrompe la tracciabilità, bensì si tratta solo di un rinvio della misurazione. Questo temi sono uno scontro politico da decenni e probabilmente sempre lo saranno, così come lo sono i ricorsi, ma qualche beneficio negli anni bisogna dire che c’è stato. Non sarebbe comunque sbagliato fare ulteriori studi per avere dati ancora più precisi, che possano aiutare e aumentare l’attenzione su occupazione e ambiente".
A difesa della modifica è intervenuta infine Alberta Musetti per la maggioranza, ricordando come sia una questione da affrontare a 360 gradi. "La proroga sposta il termine - ha aggiunto Musetti - per rimettere in pari la questione, e io non ci vedo nulla di male nel fare questo. Ci vuole responsabilità per affrontare questi temi, perché è vero che ci sono normative, ma ci sono anche delle indubbie criticità nel settore lapideo".
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