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Super yacht, il caso Tisg. Scatta l’indagine interna sull’origine degli extra costi

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03.03.2026

Il patron di The Italian Sea Group Giovanni Costantino

Articolo: Marina di Carrara, scatta lo sciopero degli operai di Italian Sea Group, “Vogliamo certezze sul futuro”

Articolo: “Rinforzi” per The Italian Sea Group

Carrara, 3 marzo 2026 – Una corsa ai ripari per salvare 400 posti di lavoro e per continuare l’attività di leader nella nautica del lusso. Così Giovanni Costantino, patron di Tisg, la società che costruisce yacth sopra i 50 metri per i nababbi di tutto il mondo e che controlla i brand Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, Nca Refit e Celi 1920, ha messo mano al piano di recupero con un occhio o ai mercati.

Marina di Carrara, scatta lo sciopero degli operai di Italian Sea Group, “Vogliamo certezze sul futuro”

La sua mission, in vista dell’incontro con il prefetto Gaetano Cupello, la sindaca di Carrara Serena Arrighi, il presidente dell’Autorità portuale Bruno Pisano e i sindacati fissato per il 12, è individuare i responsabili del danno arrecato all’azienda, dare mandato a una due diligence forensic indipendente per accertare l’entità degli extra budget nella gestione delle commesse, rimodulare i tempi di approvazione del bilancio. Questi i temi dell’ultimo cda tenutosi a Marina di Carrara dove il consiglio ha preso atto, sulla base di una prima analisi condotta dall’ad Costantino, del fatto che la società ha sostenuto significativi costi extra budget nell’esecuzione delle commesse.

“Rinforzi” per The Italian Sea Group

“Ciò è stato reso possibile dal fatto che un gruppo di soggetti – dice l’azienda – ha attuato un sistema per scavalcare il blocco al superamento delle spese previste dal budget autorizzato per ciascuna commessa”. In attesa di quantificare i costi extra budget, è emerso che “tra i soggetti coinvolti nelle irregolarità figurano, tra gli altri, alcune figure apicali dell’azienda, tra l’altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa dell’amministratore delegato, del consiglio di amministrazione e degli organi di controllo.

L’ad ha riferito al consiglio di amministrazione che la società ha già provveduto a inviare lettere di contestazione disciplinare, in alcuni casi con sospensione cautelativa, ai responsabili.

Kpmg svolgerà una due diligence forensic di cui Costantino ha annunciato ai soci il cronoprogramma. “Serviranno due mesi per estendere campionamenti sulla base di quanto emergerà. Dalle analisi si evidenzia che una parte dei costi extra budget sembrerebbe già essere transitata a conto economico nel corso dei precedenti esercizi, mentre il residuo sulle commesse sarà ordinariamente stanziato a bilancio. Le tempistiche per la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2025 sono stimate in tre mesi. Questo alla base dell’erosione della cassa, che ha generato la crisi finanziaria da rendere necessario il finanziamento di 25 milioni erogato dal socio di maggioranza Giovanni Costantino”.

I ritardi nelle retribuzioni vengono motivati dall’ad con l’insufficienza di liquidità dal 4 febbraio. Smentendo qualsiasi ipotesi di cassa integrazione, la società ha avviato interlocuzioni con il sistema bancario e con le società di factoring, per concordare le misure necessarie ad affrontare la situazione finanziaria.

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