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I libri per costruire armi, il gruppo neonazista, il canale Telegram: così il 17enne progettava la strage a scuola

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31.03.2026

Sul canale Telegram “Werwolf Division” il 17enne tra l’altro diffondeva manuali per la costruzione di armi da fuoco

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Umbertide (Perugia), 31 marzo 2026 – Reclutava affiliati sul web, istruiva gli altri sulla fabbricazione di bombe e armi artigianali, pianificava l’assalto a un istituto scolastico di Pescara a cui sarebbe seguito il suicidio, ispirandosi alla Columbine. Da qualche mese viveva a Umbertide dove al mattino frequentava regolarmente il campus, anche con ottimo rendimento, ma nel pomeriggio o di notte a soli 17 anni, viveva una doppia identità criptata e legata al terrorismo e all’estremismo radicale.

Progettava una strage a scuola: 17enne arrestato a Perugia per terrorismo

L’arresto del 17enne in casa

I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) insieme ai colleghi dei comandi provinciali nell’ambito dell’operazione “Hate” hanno raggiunto e arrestato il diciassettenne di Pescara nell’abitazione umbertidese dove risulta domiciliato insieme alla madre e lo hanno portato via sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare, trasferendolo in un istituto penale minorile.

L’indagine, il gruppo di matrice neonazista e suprematista

Il giovane è finito al centro di un’indagine della Procura per i Minorenni de L’Aquila con accuse pesantissime: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Il profilo delineato dagli inquirenti è quello di un adolescente profondamente radicalizzato all’interno di un “ecosistema virtuale transnazionale” di matrice neonazista e suprematista. I militari hanno eseguito sette perquisizioni personali, locali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni residenti nelle province di Arezzo, Teramo, Pescara e Bologna. Anche questi risultano indagati per condotte riconducibili alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale.

Sul canale Telegram “Werwolf Division” manuali per costruire armi da fuoco e bombe

La vita parallela del diciassettenne arrestato si svolgeva su piattaforme criptate come Telegram, dove era in contatto diretto coi vertici della “Werwolf Division”. In questi canali il diciassettenne non si limitava a fruire di contenuti ideologici, ma reperiva e diffondeva manuali tecnici per la costruzione di armi da fuoco con tecnologia 3D e istruzioni per la sintesi del Tatp, il perossido di acetone. Si tratta della sostanza esplosiva conosciuta come “madre di Satana”, già utilizzata nelle stragi terroristiche di Parigi e Bruxelles. L’aspetto più inquietante emerso dalle indagini riguarda però il progetto di un attacco imminente: il giovane coltivava l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata al massacro della Columbine High School del 1999.

L’obiettivo della strage, quei “santi” da emulare

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Sebbene il ragazzo vivesse a Umbertide, l’obiettivo del folle piano non era un istituto locale: la strage, che secondo i piani del minore si sarebbe dovuta concludere con il proprio suicidio, era stata ideata per colpire una scuola di Pescara, sua città d’origine. Un piano nato dalla glorificazione dei cosiddetti “mass shooters”, come Brenton Tarrant e Anders Breivik, elevati dal gruppo virtuale al rango di “santi” da emulare. Nonostante la giovanissima età il ragazzo non era nuovo a queste galassie eversive: l’indagine è nata da una costola della precedente operazione “Imperium”, conclusa nel luglio 2025 dalla sezione Anticrimine di Brescia. Già in quella occasione, un blitz aveva interessato Umbertide con le forze dell’ordine che avevano perquisito l’abitazione dove il minore soggiornava. Quel precedente aveva svelato l’esistenza di una rete che collegava l’Umbria a un network di estrema destra ribattezzato “Sangue e suolo” o “White lives matter Italia”, dove si incitava alla violenza contro le minoranze e la comunità LGBTQ+. La recidiva del giovane e la gravità dei materiali trovati in questa fase investigativa — tra cui vademecum per il sabotaggio dei servizi pubblici essenziali e documenti su sostanze chimiche pericolose — hanno portato all’emissione della misura restrittiva.

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