Affitti brevi, effetti lunghi. Funaro e il piano futuro: “Privilegeremo i piccoli, stop rendita dei big”
Turisti a passeggio per le strade del centro di Firenze (New Press Photo)
Articolo: Firenze, c’è la data: il nuovo ponte Nencioni apre al traffico sabato 30 maggio
Articolo: Firenze, nuova stretta al turismo sfrenato: “Stop agli affitti brevi anche oltre l’area Unesco, la vivibilità prima di tutto”
Firenze, 28 maggio 2026 – Quasi 90mila ’letti brevi’ in tutta la città. Tutti ricavati in casa. Come se, ogni notte Firenze grazie ai suoi AirBnb potesse ospitare tutto il pubblico di San Siro. E altre 15mila persone. È uno dei dati che emergono dalla rapporto realizzato dal dipartimento Memotef della Sapienza guidato dal professor Filippo Celata che ha costruito il termometrone usato da Palazzo Vecchio per prendere la febbre all’overtourism e proporre lo stop agli affitti brevi fuori dall’area Unesco. Quattro indicatori per passare ai raggi X le 74 zone in cui Firenze è stata suddivisa: da Settignano a Brozzi, passando per il Cupolone in 40 pagine di relazione. “Ma il dubbio che abbiamo – premette Celata – è se questo fenomeno sia reversibile o meno. Questa tendenza ha avuto un’accelerazione negli ultimi 10 o 15 anni e ha provocato effetti a catena. La prima azione da fare è rimuovere la causa del problema”.
E allora per misurare la causa uno degli indicatori usati è la pressione residenziale affiancata da quella ricettiva: cioè il rapporto percentuale tra abitazioni destinate ai turisti e quelle in affitto ai residenti. Il tutto unito al rapporto tra posti letto in struttura e residenti. Bene, in testa con un valore pari o superiore al 100% c’è il perimetro........
