Mamma, voglio fare l’influencer. Le piattaforme, il nostro futuro?
Krenare e Luca hanno risposto alle nostre domande sulla loro esperienza social
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Nella scelta del lavoro della vita, è meglio seguire la passione oppure il mercato? Di certo, bisogna trovare un equilibro tra le possibilità di occupazione e le nostre inclinazioni. Il mondo del lavoro è cambiato, anche grazie all’AI; si tratta di cambiamenti negativi? Non sempre: le professioni di piattaforma possono dare più impiego, maggiore flessibilità ed equilibrio tra vita privata e professione. Di contro, il rischio è che non è stato ancora introdotto un inquadramento contrattuale. Come ci ha spiegato il dott. Carozza, di Confartigianato, c’è una rivoluzione nei mestieri: essere specializzati e pronti a cambiare, anche integrando le nuove tecnologie ai lavori dei "nonni" in chiave social.
Potremmo sfruttare le nostre passioni per diventare influencer. Ma come? Lo abbiamo chiesto ad una content creator spezzina, Nicole Micoli, che è arrivata a 2,7 mln di follower su TikTok. Nel 2020 iniziò a fare trend/pov per gioco; ora guadagna grazie agli sponsor e agli inviti agli eventi. Nonostante l’indipendenza, deve stare attenta a tutto ciò che pubblica, anche in vacanza. Perciò si appoggia ad un’agenzia che la aiuta con gli outfit e l’organizzazione. E i commenti negativi? "Chi se ne frega!" Il suo consiglio per noi: "Essere sempre se stessi, non farsi mai condizionare".
Anche Alessia e Emanuele della pagina "ManuAle del Calcio" ci hanno spiegato la loro carriera da influencer, che parte da una solida preparazione teatrale; dietro ad un reel di 50 secondi ci sono ore di lavoro, perché va progettato, registrato ed editato. Nel pubblicizzare un brand, non basta essere spontanei, ma trovare il proprio personale racconto, partendo dall’esperienza: prima di pubblicare, lo sponsor controlla. Il loro consiglio? Avere un’identità chiara e riconoscibile e tante buone idee.
Ma come usare i social per messaggi significativi? Luca e Krenare, due influencer spezzini, di "Orbi et orbi", hanno aperto una pagina con l’obiettivo di fare luce sul mondo della disabilità e abbattere tutti gli stereotipi sulle persone non vedenti. Il loro sogno è essere contattati da aziende per sponsorizzare prodotti e trasformare questo hobby in un lavoro stabile. A noi dicono: "Non state sui social, se non avete la capacità di superare i commenti negativi". Ok quindi al lavoro social, ma distinguere la realtà dalla finzione.
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