Muore in ospedale, la denuncia dei familiari: “Spariti i due anelli di nostro padre”
Donato Spallone in questa foto indossa gli anelli che non si trovano più. A destra l'ospedale di Empoli
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Empoli, 30 aprile 2026 – Nessuna accusa diretta e specifica verso qualcuno. Solo una certezza: “Mio padre quegli anelli non se li è mai tolti in tutta la vita, ma ora non ci sono più”, dice Massimo Spallone, figlio di Donato Spallone, venuto a mancare la mattina di domenica 26 aprile all’ospedale San Giuseppe di Empoli. Il signor Spallone, 86 anni, ex carabiniere, aveva lavorato per anni come custode a Palazzo Pitti a Firenze, arrivando poi a ricoprire il ruolo di capo servizio dei custodi alla Villa Medicea di Cerreto Guidi. Residente nella zona di Santa Maria, era molto conosciuto in città.
Secondo quanto ricostruito dai familiari, tutto è iniziato nel pomeriggio di sabato 25 aprile, quando l’uomo si è sentito male a casa. Sul posto sono intervenuti i soccorsi con un’ ambulanza insieme all’automedica, che nel giro di circa un’ora lo hanno trasportato al pronto soccorso del vicino ospedale San Giuseppe. Inizialmente cosciente, il signor Spallone era rimasto in contatto con i familiari, arrivando anche a effettuare una videochiamata dal letto insieme a una delle figlie.
Nel corso della notte, però, le sue condizioni si sono aggravate. Intorno alle due – secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia – un primo peggioramento, poi alle cinque del mattino una nuova comunicazione ai congiunti per valori clinici alterati. Alle 7.30 i familiari si sono recati in ospedale e poco dopo le 8 è stata comunicata la notizia del decesso. Il figlio Massimo, insieme alle sorella Laura, si è avvicinato al corpo del padre. La moglie Grazia, a casa con l’altra figlia Silvia, avvisata telefonicamente, “aveva raccomandato di recuperare gli oggetti personali: in particolare due anelli che il marito non aveva mai tolto in tutta la vita”. Si trattava della fede nuziale in oro giallo, risalente al matrimonio del 1968, e di un anello di fidanzamento in oro bianco con pietra, datato 1964. “I due orologi che portava abitualmente ai polsi erano ancora presenti – sottolinea il signor Massimo –. Gli anelli, invece, no”. Cos’è successo? Oppure come sono stati smarriti?
La domanda e la denuncia
“Ripeto, non incolpiamo qualcuno in particolare, per questo abbiamo presentato una denuncia contro ignoti al Commissariato di polizia di Empoli – aggiunge Massimo – L’ipotesi iniziale era che gli oggetti fossero stati rimossi e custoditi tra gli effetti personali, insieme ad alcune chiavi. Ma non c’erano”.
“Non li aveva mai tolti, ribadisco ancora – conclude – Cerchiamo la verità. Prima ancora del valore è una questione affettiva: in questo momento per tutti noi è un doppio dolore”. Da qui l’appello a “chiunque abbia informazioni utili” nella speranza che questa vicenda possa trovare una conclusione diversa.
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