Il nodo della media distribuzione.“Un nuovo grande magazzino in arrivo”
L’interno di un supermercato (foto d’archivio)
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San Miniato (Pisa), 22 aprile 2026 – Un nuovo grande magazzino in arrivo a San Miniato. Si apprende da una interpellanza al sindaco di Manola Guazzini (Gruppo Misto) che chiede quale sia “la catena di distribuzione interessata all’utilizzazione di questo nuovo stabilimento di media distribuzione e quali siano le categorie merceologiche interessate”.
Dettagli del nuovo magazzino
Ma come si arriva fin qui. Dalla documentazione che Guazzini ha ottenuto avvalendosi del diritto di accesso agli atti risulta che il 25 novembre 2025 l’ufficio urbanistica e attività produttive del Comune di San Miniato, ha rilasciato il permesso a costruire ordinario per .“demolizione ricostruttiva” di un immobile relativo a una casa colonica dismessa situata in via di Pruneta.
“Dal progetto – scrive Guazzini – risulta l’intenzione di realizzare un immobile destinato alla media distribuzione, con una superficie di vendita di mq 1485,90 appena sotto il limite dei mq 1500 previsti per la classificazione nella grande distribuzione. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un’area di servizio intorno all’immobile di mq 4778, 85, di cui 2817 impermeabilizzati (1943,65 in asfalto e 873,35 in cemento) e 2761, 85 permeabili, di cui solo 1355,25 a verde, prevedendo la realizzazione di 110 posti macchina e la piantumazione di 44 alberi”.
Considerazioni e Impatti sulla Comunità
Da qui le considerazioni dell’esponente dell’opposizione.
“A di là del limite previsto in 1500 mq dalle attuali normative per distinguere la grande dalla media distribuzione sembra indubbio che – si legge – per la realtà sociale di San Miniato e delle aree limitrofe e per le tendenze demografiche in atto, impianti di distribuzione di dimensioni analoghe a quelle della PAM di San Miniato Basso o della Conad (ex coop La Risorta) a Ponte a Egola, che comunque evidenziano situazioni non floride, hanno un impatto rilevante, e richiederebbero un’ adeguata previsione dei loro possibili effetti”.
Interrogativi e Richieste al Comune
Quindi, per il Gruppo Misto, “non si vede proprio come questa nuova presenza possa essere resa compatibile con l’obiettivo della salvaguardia del commercio di vicinato, inteso come fondamentale fattore di coesione dei centri abitati minori del nostro Comune e degli elementi di tipicità che ci si propone di valorizzare”.
Da qui la richiesta al primo cittadini, fra vari ed altri spetti “se non si ritenga necessario, nei limiti delle normative esistenti, intervenire con con lo strumento urbanistico e con strumenti di incentivazione e disincentivazione – conclude Guazzini – ai fini di tutelare il commercio di vicinato e incentivarne la diversificazione, la tipicità, la specializzazione”.
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