Il 25 aprile e le polemiche: "Celebrazioni in un cantiere. Sindaco ancora assente"
"La storia di Castelfranco richiede invece solennità, cura e piazze vissute". Opposizione: "Una festa nazionale in mezzo a ruspe tra transenne e incuria". .
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A Castelfranco, anche quest’anno, scoppia la polemica fra Pd-Psi-Alleanza Verdi Sinistra-Azione e sindaco Mini. Perchè, secondo l’opposizione, è successo anche qualcosa in più. "Non bastava, per il secondo anno consecutivo, spostare volutamente la cerimonia istituzionale della Festa della Liberazione in Piazza Garibaldi, sotto al monumento della Prima Guerra Mondiale – si legge in una nota –. Un tentativo sistematico dell’amministrazione comunale di allontanare il 25 aprile dal suo luogo storico, naturale e legittimo: la piazza del Comune dedicata a Remo Bertoncini, un castelfranchese morto per la nostra democrazia".
Il dito è puntato dritto contro il primo cittadino: "Il sindaco Fabio Mini di Fratelli d’Italia, per l’ennesima volta, ha disertato le cerimonie istituzionali della Liberazione di Castelfranco, un fatto che già di per sé è la negazione del ruolo istituzionale di chi dovrebbe rappresentare i valori costituzionali di tutti, nessuno escluso".
Però c’è anche dell’altro: "Tutto questo non bastava. Così si è pensato bene di svolgere volutamente una festa nazionale in mezzo a un cantiere aperto – l’affondo dell’opposizione –, tra transenne, ruspe, movimenti terra e incuria, con l’erba che non è stata nemmeno tagliata. È questo il rispetto per le nostre radici? È questo il rispetto per la nostra identità? È questa la cornice che riservate alla memoria del nostro concittadino, Remo Bertoncini? Ferisce guardare come e dove tantissime persone siano state costrette a commemorare questa data".
"Un ringraziamento profondo va invece ai cittadini e alle associazioni che, terminata la cerimonia istituzionale, si sono mossi spontaneamente in corteo verso la piazza del Comune per ricordare Remo Bertoncini, deponendo un mazzo di fiori alla lapide posta sotto i loggiati del palazzo comunale – conclude la nota –. La storia di Castelfranco richiede solennità, cura e piazze vissute con orgoglio, non sminuite e umiliate tra la polvere e le transenne di un cantiere".
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