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Meningococco B, il direttore Falcone spiega sintomi e rischi: “Il vaccino in Toscana ha funzionato”

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25.03.2026

Meningite, nel Kent è corsa ai vaccini e agli antibiotici

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Pisa, 25 marzo 2026 – La campagna vaccinale in Toscana ha funzionato: un solo caso visto in ospedale a Pisa nel 2025. Il direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Cisanello, Marco Falcone, spiega l’epidemia in corso in Inghilterra e quali i rischi per chi viaggia.

Professore, ci sono stati molti casi in Gran Bretagna.

«Il meningococco (Neisseria meningitidis) causa una meningite acuta, è considerato uno dei batteri più patogeni per la sua rapida progressione clinica. La meningite da meningococco ha il maggior rischio di complicanze e di morte, ne esistono vari sierotipi, qui parliamo del B».

«È tra i più comuni e circola in alcune fasce di età: tra bambini dai 4-5 anni fino agli adolescenti e poi di solito cala dopo i 30-35 anni. Quindi si diffonde nei college: è un colonizzante del naso. Nei luoghi affollati, nelle comunità chiuse la diffusione è più facile. Ma il 98-99% dei soggetti colonizzati dal meningococco non sviluppano mai la meningite».

«Il batterio deve arrivare nel sangue e da lì raggiungere le meningi e ha bisogno di trovare un sistema immunitario debole. L’epidemia in corso ha avuto un tasso di mortalità non trascurabile, con, in alcuni casi, una meningite fulminante. Ma la diffusione è legata alla carenza della copertura vaccinale».

Il vaccino come e quando?

«Sia per il meningococco B che C si fa già dal primo anno di vita, seguono poi i richiami. Negli adulti non è obbligatorio ma è comunque raccomandato. Qualche anno fa con la vaccinazione di massa la Regione Toscana si è messa in sicurezza. E oggi i casi ogni anno si contano sulla punta delle dita».

«Durante il Covid abbiamo avuto zero pazienti. Nel 2025 uno solo. L’immunità si è creata con la vaccinazione. L’igiene è comunque sempre importante».

Con l’arrivo del caldo?

«Durante l’estate la circolazione è inferiore, le persone stanno di più all’aperto e la trasmissione diminuisce».

Per chi ha partecipato alla campagna vaccinale regionale contro il meningococco B, è previsto un richiamo, soprattutto se deve intraprendere un viaggio in Gran Bretagna?

«Premesso che si devono valutare i singoli casi, ma se c’è già la copertura prevista con la campagna, non esistono indicazioni per un richiamo. Le nostre cellule hanno una memoria a vita e, anche se gli anticorpi in circolo sono bassi, in caso di esposizione al batterio, sono pronte a reagire».

«È importante con cefalea persistente, febbre, alterazione e confusione mentale, rivolgersi subito al pronto soccorso. Anche le meningiti fulminanti, se prese in tempo, si possono curare».

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