Il futuro delle terme: "Non solo offrire servizi ma attrarre flussi turistici"
Articolo: Il futuro di Chianciano Terme. Turismo e strutture alberghiere: "Serve una nuova strategia"
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Articolo: Il futuro delle terme e del turismo . Incontro pubblico al Teatro Caos
Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana: dopo tanto tempo sono stati ufficializzati i dati delle prestazioni termali. Come li valuta?
"I numeri delle Terme di oggi sono una frazione di quelli che hanno reso famosa Chianciano nel turismo termale italiano. Questo non significa che il termalismo non abbia più valore, poiché rappresenta il nostro prodotto identitario, ma che il modello su cui la città ha vissuto per decenni non esiste più da tempo".
C’è il rischio che le terme non siano più strategiche per la città?
"Le presenze termali generano il maggior valore aggiunto dal punto di vista turistico per la città: è necessario che il piano industriale delle Terme torni a guardare all’attrazione di flussi turistici e non solo alla commercializzazione di servizi di prossimità territoriale e per far questo è necessario che vengano messi in campo investimenti adeguati. Il vero asset strategico della città ormai sono le strutture ricettive, senza le quali non raggiungeremmo certo le quasi 500mila presenze annue, delle quali il termalismo purtroppo rappresenta una piccola frazione".
Che ruolo hanno oggi gli alberghi nell’economia di Chianciano?
"Il sistema alberghiero oggi ancor più che in passato rappresenta il cuore dell’economia e dell’occupazione della città: negli anni hanno saputo diversificare i mercati di riferimento e investire nella riqualificazione dei servizi. Non è un caso infatti che oltre l’80% delle presenze della città sia di tipo ’non termale’: Chianciano ha terme, strutture congressuali, alberghi, impianti sportivi circondati da un contesto straordinario come la Val d’Orcia e la Valdichiana. Il tema non è difendere il passato, ma costruire un nuovo equilibrio tra benessere, eventi, ospitalità e territorio".
La sindaca Grazia Torelli ha parlato di una fase che richiede nuove strategie. È d’accordo?
"È una lettura realistica, per questo auspichiamo che si realizzi presto il percorso di definizione della Dmo avviato dall’amministrazione comunale, che ci pare il luogo idoneo in cui approfondire ed implementare le strategie. Chianciano ha ancora un nome molto forte nel turismo italiano e vede aumentare il numero di presenze straniere. Deve però ripensare il proprio ruolo nel sistema turistico regionale; altrimenti i segni negativi saranno una costante, come lo sono stati negli ultimi venti anni".
Si è parlato molto di sicurezza a Chianciano in questo periodo, quale è la sua opinione?
"Senza un adeguato livello di sicurezza non si può fare turismo, questo è il punto centrale. Abbiamo apprezzato molto l’intensificazione avvenuta in questi mesi delle attività di sicurezza messe in campo da Prefettura e Comune. A nostro avviso si deve andare oltre e guardare con attenzione al tema dei Cas e come abbiamo già detto è necessario che le attuali capienze autorizzate siano dimezzate: Chianciano è un luogo di accoglienza da sempre, ma nessuna accoglienza è senza limite. Su questo tema ci riserviamo come Associazione albergatori iniziative nelle prossime settimane".
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