menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Morti bianche, siamo secondi in Toscana

13 0
15.04.2026

Morti bianche, siamo secondi in Toscana

Articolo: Le morti sul lavoro sono una piaga. Quattro casi in provincia di Siena

Articolo: Cinque tragedie sul lavoro: morti in crescita nell’ultimo anno

Articolo: Troppi morti sul lavoro, raddoppiano in un anno

Arezzo, 15 aprile 2026 – Continuare a morire sul lavoro. La Toscana è in zona rossa e Arezzo è seconda per incidenza di vittime sul numero degli occupati. In provincia di Arezzo nel bimestre gennaio-febbraio 2026 si sono contati 2 morti sul lavoro tra quelli in itinere e in occasione di lavoro. Numeri che in rapporto al numero di occupati fanno la provincia maglia nera dopo Livorno e prima ancora di Firenze il capoluogo di Regione.

A stilare la classifica che appunto non guarda ai numeri assoluti ma all’incidenza sul totale degli occupati, ci ha pensato l’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering. Cosa emerge? Intanto che la Toscana si trova appunto tra le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro più alta rispetto alla media nazionale. Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità. A fine febbraio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione si attesta a 5,4 morti per milione di occupati.

Osservando il dettaglio provinciale, prima e quindi la peggiore in regione è Livorno con un’incidenza di mortalità pari a 21, seguita da Arezzo (incidenza del 13,3), seguono Pistoia (7,9), Lucca (6,0) e Pisa (5,2). Le altre province toscane, Firenze, Grosseto, Massa Carrara, Prato e Siena sono in zona bianca, con il capoluogo che registra un indice di incidenza di mortalità per milione di lavoratori pari a di 2,1. La maglia nera per numero di vittime in occasione di lavoro va a Livorno, provincia in cui si sono registrati 3 infortuni mortali, seguita da Arezzo a quota 2 (erano 0 nello stesso bimestre 2025), Firenze, Lucca, Pisa e Pistoia (1). A fine febbraio 2026, la Toscana registra 5.898 denunce di infortunio in occasione di lavoro; di queste 2.141 da parte di lavoratrici donne e 3.757 da parte degli uomini. Le denunce in occasione di lavoro dei lavoratori stranieri sono 1.279. Tra i lavoratori deceduti in regione, sono 4 le vittime straniere su un totale di 9. In questa classifica si guarda non al totale assoluto delle vittime ma all’incidenza degli infortuni mortali, dato che indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area ogni milione di occupati presenti nella stessa.

Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente. “I dati relativi ai primi mesi 2026 mostrano per la Toscana una situazione che continua a destare attenzione sul fronte della sicurezza sul lavoro, con 10 infortuni mortali, in lieve calo rispetto ai 12 del 2025. La regione è in zona rossa con un livello di rischio superiore alla media nazionale – dice Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega - Accanto al dato complessivo, emergono alcune evidenze che aiutano a leggere il fenomeno, come la concentrazione delle vittime nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni. Resta centrale la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

© Riproduzione riservata


© La Nazione