Tina, volontaria al Cav di Alzano Lombardo per ascoltare e regalare sguardi più sereni sulla vita
IL CENTRO. La scelta dopo la pensione: «È la cosa più bella e più autentica che ho fatto negli ultimi anni».
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«Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo, all’oceano quella goccia mancherebbe». Tina Lanzanova prende in prestito una frase di Madre Teresa di Calcutta per raccontare la bellezza del suo impegno accanto alle mamme in difficoltà che si rivolgono al Centro di Aiuto alla vita di Alzano. Lo dice con un sorriso gentile, lo stesso che rivolge a tutte le donne che bussano alla porta, e con una consapevolezza quieta e profonda: grazie a questa attività di volontariato ha imparato che ogni gesto, anche il più piccolo, può cambiare la traiettoria di una vita.
«Ascoltare le storie delle mamme, i loro problemi, le situazioni difficili di povertà e di solitudine mi ha stupito e addolorato»
Tina ha 77 anni, due figli e tre nipoti. È una donna di casa, di mani operose e cuore vigile. Dopo una vita dedicata alla famiglia, al lavoro, ai doveri di ogni giorno, un giorno si è chiesta: «I figli sono grandi, il lavoro è finito. Che cosa posso fare adesso per essere di aiuto a questo mondo?». È cominciato così, quasi per caso, un cammino che ora definisce «la cosa più bella e più autentica che ho fatto negli ultimi anni».
Per raccontare come tutto è iniziato bisogna immaginare di trovarsi lungo una strada tranquilla del centro di Alzano Lombardo, in un pomeriggio qualsiasi di qualche anno fa. A pochi passi dalla casa di Tina c’è il Centro di Aiuto alla Vita - il Cav - un luogo di cui lei aveva sentito parlare, ma con cui non era mai entrata direttamente in contatto. Quel giorno portava dei giochi, doni raccolti per i bambini. «Sai quando hai un’illuminazione? - racconta -. Mi sono trovata lì davanti e mi sono detta: è un’attività così bella e importante, ma perché non posso venire anch’io ad aiutare?». Da allora, ogni mercoledì è presente nella sede di vicolo Rino con altre volontarie.
All’inizio non è stato facile: «La prima volta che sono entrata mi sono sentita un po’ fuori posto, e ho quasi pensato di lasciar perdere», confessa. Ma poi Loretta Moretti, la responsabile del Centro, l’ha incoraggiata a riprovare. «È bastato poco tempo perché superassi i miei dubbi e finissi per sentirmi a casa - osserva - ho incontrato persone splendide. Quel giorno alla settimana in cui vengo al Cav è diventato un appuntamento importante nella mia settimana. Ci troviamo, beviamo un tè, ridiamo,........
