Lo sguardo di Ester verso l’infinito. «L’arte cattura un eccesso di vita»
Lo sguardo di Ester verso l’infinito. «L’arte cattura un eccesso di vita»
IN MOSTRA A SAN LUPO. Le opere di Emma Ciceri e la disabilità della figlia: «Ci ha aiutato a fidarci di più dei gesti».
C’è un abbraccio struggente al centro della Pietà Rondanini di Michelangelo: una madre che sorregge il figlio con tenerezza infinita, i corpi fusi, in uno spazio in cui vita e morte si intrecciano senza confini netti. Lo evoca con la stessa intensità Emma Ciceri, artista bergamasca, nel rapporto quotidiano con la figlia Ester, 11 anni, una bambina con una disabilità complessa: un legame fatto di ascolto, cura, vicinanza, carezze, presenza. «C’è un verbo che amo molto - dice l’artista - ed è stare. Bisogna allenarsi a “stare” mentre si vive».
Nel silenzio dell’oratorio di San Lupo, in via San Tomaso, una delle tre sedi del Museo diocesano «Il Bernareggi» (info su www.ilbernareggi.it ), dove la mostra di Emma è aperta fino al 31 maggio, due opere – «Nascita Aperta» e «Studio di Mani» – trasformano questa intimità familiare in arte condivisa, stimolando i visitatori a un dialogo con la fragilità umana.
La Pietà Rondanini di Michelangelo come «compagna di viaggio»
La Pietà Rondanini, ultima scultura di Michelangelo, custodita nel Museo del Castello Sforzesco di Milano, nell’antico Ospedale Spagnolo, è per Emma una «compagna di viaggio» davanti ai grandi enigmi dell’esistenza. «L’immagine di questa scultura è entrata con forza nella mia vita, in particolare da quando è arrivata Ester», racconta.
«Nascita Aperta»: la videoinstallazione nata dal rapporto madre-figlia
Realizzata nel 2021, quando la bambina era ancora piccola, la........
